Polizia in azione - foto Fabrizio Troccoli

L’intervento delle Volanti sabato pomeriggio in via San Giuseppe si è concluso con il sorprendente risultato dell’arresto di due pericolosi latitanti albanesi .

I fatti Giunti sul posto gli agenti, allertati da un residente che aveva segnalato movimenti sospetti, hanno notato in via Eugubina due giovani di chiare origini dei paesi dell’est, che alla vista delle divise  hanno cercato di eludere un eventuale controllo. I due, infatti, dopo essersi girati più volte per controllare la posizione dei poliziotti acceleravano il passo e salivano su un autobus di linea in sosta tra Via Eugubina e Via San Giuseppe. Purtroppo per loro il bus era non in transito ma in sosta lunga, pertanto sono stati raggiunti dai poliziotti che hanno chiesto ad entrambi di scendere e di esibire un valido documento.

Gli sviluppi I due però, notevolmente agitati ed innervositi, hanno cercato di sottrarsi al controllo dicendo che avevano fretta. Dopo l’ennesima richiesta degli operatori, ambedue, hanno esibito le proprie carte di identità rilasciate recentemente dalle autorità albanesi. Seppur chiedendo in maniera separata ai due informazioni utili a completare la loro identificazione, i due hanno risposto in modo confuso e contraddittorio sul luogo di provenienza e quello di destinazione e anche se apparivano uniti da una profonda conoscenza dopo alcune domande hanno dichiarato di non conoscersi.

In questura Anche se i documenti sono apparsi totalmente veritieri e i due non sembravano avere precedenti di polizia, alla luce delle continue contraddizioni e considerato il fatto che mostravano una certa padronanza della lingua italiana, gli operatori hanno deciso di accompagnarli in questura per una più certa identificazione. Uno dei componenti della pattuglia visivamente ha percepito una certa somiglianza di un fermato con un albanese ricercato .

Gli arresti Compiuti i rilievi fotodattiloscopici con il confronto delle impronte digitali con gli archivi Afis è emerso che entrambi annoveravano diverse generalità con numerosi precedenti di polizia e in particolare Eriol Celaè risultato avere a proprio carico una ordinanza  di misure cautelari personali sotto il nome di Mool Cela di 23 anni, in Albania emessa dal tribunale ordinario di Perugia per l’operazione denominata ‘Quattro torri’. Ruli Elei, fotosegnalato in 16 diverse occasioni, con due diversi nominativi, è risultato avere a proprio carico due diverse ordinanze. Un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa il 16.09.2013 dal tribunale ordinario di Perugia con il nominativo di Elezi Ruijan, albanese di 33 anni, per loperazione denominata ‘Dracula’ che riguardava lo spaccio di droga. L’altro era invece era un provvedimento del 23.06.2011 del tribunale ordinario di Pisa, riconosciuto colpevole del reato di evasione e quindi in reclusione a mesi 6 e giorni 20 che risultano da scontare. Entrambi sono stati arrestati. Proseguono gli accertamenti sui recenti rapporti tra i due albanesi alla luce della considerazione che risultano indagati in due importanti filoni investigativi che hanno smantellato due organizzazioni crimnali dedite al commercio di stupefacenti in città.

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