Erano accusati di aver provocato un ingiusto profitto alle cliniche private e un conseguente danno alle casse dell’azienda ospedaliera quantificato in oltre 600mila euro. Il tutto attraverso procedure di accreditamento considerate illegali dalla Procura, che aveva contestato a otto persone tra i vertici della sanità pubblica e i legali rappresentanti di due cliniche private i reati di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Delibere risalenti agli anni 2014, 2015 e 2016 finite nel mirino dei carabinieri del Nas e della Procura perché avrebbero consentito prestazioni di chirurgia oculistica e ortopedica da parte di medici di due strutture private in strutture pubbliche senza avere tutte le autorizzazioni. Le accuse sono state rigettate dal gip Valerio D’Andria, che ha prosciolto perché «il fatto non sussiste» Giuseppe Legato (ex direttore generale Usl Umbria 1), Diamante Pacchiarini (ex direttore sanitario), Domenico Barzotti (in qualità direttore amministrativo), Nazzareno Zucchettini (in qualità di responsabile amministrativo), Donatella Seppoloni (in qualità di direttore sanitario), Antonio Perelli (ex dirigente Direzione regionale sanità e servizi sociali), Paolo Scura (quale legale rappresentante della Umbra Salus srl) e Igino Tomassoni (direttore sanitario Umbra Salus srl). La Procura per tutti e otto aveva chiesto il rinvio a giudizio.
Pm Perugia: «Favorite le cliniche private». Ma il giudice proscioglie tutti
