Prosegue l’attività di rimpatrio di soggetti pericolosi da parte dell’Ufficio Immigrazione della questura di Perugia, diretto dal commissario capo Claudio Giugliano. Stavolta, dopo che ha finito di scontare la sua pena, è tornato in patria B.M. marocchino di 39 anni, detenuto per stupefacenti.
La storia Lo straniero, arrivato in Italia nel 1992, ha vissuto come clandestino per 10 anni fino a che non ha ottenuto un permesso di soggiorno con la cd “sanatoria” del 2002 per lavorare come metalmeccanico in una azienda di Magione. Nel 2010 è stato arrestato mentre trasportava a Perugia in auto tre chilogrammi di hashish; dopo l’arresto è stato processato e condannato a 3 anni di reclusione. L’anno scorso, mentre stava scontando la sua pena agli arresti domiciliari, ha commesso episodi di maltrattamento nei confronti dei figli e quindi è stato di nuovo rinchiuso in carcere. Durante la sua reclusione l’Ufficio Immigrazione, visti i gravi fatti commessi e la sua pericolosità sociale, ha revocato il suo permesso di soggiorno.
Il rimpatrio Nei giorni scorsi il Tribunale di Sorveglianza ha disposto che lo straniero venisse espulso come misura alternativa alla detenzione e rimpatriato. Pertanto venerdì pomeriggio il 39enne è stato prelevato all’uscita del carcere e condotto in questura. Espletate le formalità, è stato scortato dagli agenti dell’Ufficio Immigrazione all’aeroporto di Roma Fiumicino, dove è stato imbarcato in serata su un volo per Casablanca. Non potrà rientrare nei paesi Ue per 10 anni.
