Tre persone, due romeni di 38 e 28 anni e una 24enne di Castiglione del lago, sono indagate dalla Procura di Perugia nell’ambito di un’inchiesta su un presunto giro di prostituzione a San Mariano di Corciano. Nei loro confronti è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dal pubblico ministero Franco Bettini. Il fascicolo è stato assegnato al gup Valeria Casciello. Al centro dell’inchiesta c’è una giovane di 23 anni che, secondo l’accusa, sarebbe stata indotta e favorita nell’attività di prostituzione, con appuntamenti gestiti anche attraverso siti di incontri.
Accusa Secondo quanto ricostruito dalla Procura i tre indagati hanno «indotto e favorito la prostituzione della giovane». In particolare, i due uomini l’avrebbero costretta «tramite violenza fisica e psicologica ad avere rapporti sessuali con clienti a pagamento, minacciandola che, in caso contrario, avrebbero inviato alla sua famiglia alcune foto che la ritraevano nell’attività di prostituzione, estrapolate da un video girato dagli stessi indagati». I due – secondo l’imputazione provvisoria – avrebbero anche creato una pagina personale sui siti di incontri «Sugar daddy» e «Bakeca», con un numero telefonico dedicato attraverso il quale venivano gestiti gli appuntamenti con i clienti. La ragazza sarebbe stata accompagnata agli incontri, anche fuori regione, e i clienti avrebbero pagato tariffe variabili da 150 a 1.500 euro, denaro che – secondo l’accusa – veniva ritirato immediatamente dai due uomini.
La fuga a Vicenza Nel capo d’imputazione viene ricostruito anche un episodio avvenuto dopo un tentativo di fuga della giovane. Secondo la Procura dopo essersi allontanata la persona offesa sarebbe stata rintracciata poche ore più tardi dai due uomini alla stazione di Vicenza e, in quell’occasione, aggredita «anche fisicamente, in maniera violenta» e riportata a casa per riprendere l’attività di prostituzione. Alla castiglionese indagata viene invece contestato di avere ospitato la giovane nella propria abitazione, consentendo l’utilizzo dell’abitazione per lo svolgimento dell’attività di prostituzione e introducendola nell’attività di incontri gestita tramite i siti internet. La stessa – secondo l’accusa – avrebbe collaborato anche «con il compito di reclutare nuove ragazze da introdurre nel giro di appuntamenti».
Violenza A uno dei due uomini viene contestato anche un ulteriore reato: secondo la Procura avrebbe costretto la giovane «con la violenza» a subire atti sessuali, in particolare rapporti sessuali con lui, «costringendola con percosse reiterate e minacce» nell’ambito dello sfruttamento della sua attività di prostituzione. I fatti – secondo l’avviso di conclusione delle indagini – sono avvenuti a San Mariano di Corciano e altrove, dal 2020 al 2024. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Francesca Forlucci, Giuseppe Alberto Dieni e Giuseppe Montone.
