Una cena in casa tra tre persone, quella frase sulla volontà di sposarsi con l’ex compagno e la lite degenerata in una colluttazione. È da qui che nasce il procedimento penale a carico di un 35enne ecuadoriano citato a giudizio dalla Procura della Repubblica di Perugia per lesioni personali aggravate nei confronti dell’ex compagno, un uomo di 63 anni. I fatti sono avvenuti la sera del 30 settembre 2023 in un’abitazione di Perugia. Secondo quanto ricostruito dalla polizia uno dei presenti – un peruviano di 33 anni – ha riferito agli agenti che i tre stavano passando la serata insieme quando, nel corso della cena, sarebbe nata una lite tra l’ecuadoriano e il perugino. A far scattare la discussione – emerge dalla ricostruzione – sarebbe stata la comunicazione, da parte del peruviano, della «sua volontà di sposarsi» con il 63enne, lo stesso uomo con il quale il 35enne in passato aveva avuto una relazione.
La lite In base alla ricostruzione contenuta nell’annotazione della squadra volante della questura di Perugia il 35enne, «in preda alla gelosia», ha «colpito violentemente alla testa e al volto» il 63enne. La colluttazione è terminata con la persona offesa che si è allontanata dall’abitazione. All’arrivo della volante il peruviano ha riferito di essersi trovato insieme agli altri due durante una cena , nel corso della quale «c’era stata una lite che passava per le vie di fatto». Poco dopo è arrivato anche il 35enne, «con il volto visibilmente tumefatto», il quale sosteneva di essere stato «colpito con pugni». Anche il 63enne, che nel frattempo si era allontanato, è stato raggiunto dagli agenti: «Aveva volto e testa visibilmente tumefatti». Per lui è stato richiesto l’intervento del 118, che lo ha trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia.
Ferite Secondo il decreto di citazione a giudizio, il 35enne è accusato di avere aggredito il 63enne «per futili motivi» e «nel corso di una discussione avvenuta per motivi di gelosia», «colpendolo con dei pugni al volto e con alcuni calci sul corpo». Alla persona offesa sono state diagnosticate lesioni consistite in «trauma cranico con ferita lc regione occipitale e minima marezzatura ematica lungo il tentorio di sx contusione ecchimotica regione orbitaria di sx», giudicate guaribili in 15 giorni. Anche l’imputato – secondo gli atti – è stato accompagnato in pronto soccorso per ulteriori accertamenti e dimesso con una prognosi di 30 giorni per trauma cranico, frattura dell’arcata zigomatica destra, irregolarità delle ossa del naso e trauma oculare sinistro.
Processo Il procedimento approda ora davanti al giudice con il 35enne chiamato a rispondere del reato di lesioni personali. La persona offesa è stata citata a comparire per l’eventuale costituzione di parte civile e per chiedere il risarcimento del danno. Dagli atti emerge anche che, dopo l’intervento della polizia, sia il 35enne sia il 63enne erano stati denunciati in stato di libertà per lesioni. La contestazione mossa dalla Procura riguarda però l’aggressione attribuita al 35enne nei confronti del 63enne, maturata, come detto – secondo l’accusa – durante la lite nata in casa per motivi di gelosia.
