di Fra. Mar.
Quattro anni di reclusione e 21 mila euro di risarcimento. Finisce coì il processo di primo grado ad un 43enne perugino arrestato per maltrattamenti, lesioni e stalking. L’uomo è stato condannato lunedì mattina dal giudice Giuseppe Narducci, che lo ha assolto solo dall’accusa di maltrattamenti nei confronti dei figli.
Richiesta pm Il pubblico ministero Gemma Miliani aveva chiesto per lui una condanna a quattro anni e mezzo. Alle sue richieste si erano uniti i legali delle due parti civili, la moglie, difesa da Elena Bistocchi e l’amica della moglie, assistita dall’avvocato Laura Modena. L’uomo è in carcere dallo scorso dicembre e, con la sospensione dei termini di custodia cautelare fino al 28 settembre, per ora resterà in carcere.
Ricostruzione Tutte le accuse contestate all’uomo, difeso dall’avvocato Francesco Falcinelli, erano emerse dopo il 7 dicembre dello scorso anno quando l’imputato, accecato di gelosia dopo aver letto dei messaggi, picchiò la moglie e anche il figlio che prese le parti della madre, e, lui sostiene per sbaglio, anche la figlia più piccola. La donna quella notte prese e figli e scappò. Da allora è stata ospitata nel centro anti violenza e aiutata dalle istituzioni. Dopo questo episodio la donna ha denunciato il marito e poi ha iniziato a raccontare di molti altri episodi di maltrattamenti. Mai raccontati prima, come succede la maggior parte delle volte in questi casi, per timore.
Accuse In particolare, l’uomo «reiteratamente inveendo contro di lei durante banali discussioni con minacce e insulti e lanciandole contro suppellettili dell’abitazione, manifestando ossessiva gelosia, anche controllandola i suoi spostamenti, nonché reiteratamente aggredendola fisicamente con schiaffi, pugni a spinte, realizzando tali condotte in presenza di figli minori e anche aggredendo questi ultimi quando intervenivano in difesa della madre, vessandoli e umiliandoli continuamente maltrattava Omissis, e i figli».
Lesioni e stalking In un’altra occasione, l’uomo avrebbe «aggredito fisicamente omissis anche con un pugno al capo, quindi, afferrando per il collo il figlio minore e sbattendolo contro l’armadio, nonché spingendo con violenza la porta di una camera contro la figlia minore». L’uomo, che nelle precedenti udienze era anche stato espulso dall’aula dal giudice perche aveva tenuto un comportamento non idoneo dando in escandescenze. In particolare, secondo l’accusa, «con condotte reiterate molestava e minacciava omissis, ed in particolare effettuava reiterate e ossessive chiamate, insultandola e minacciandola di gravi mali ingiusti e di morte, nonché reiterava le minacce anche nei confronti del figlio». Per il giudice dunque, l’uomo è responsabile di maltrattamenti nei confronti della moglie, lesioni aggravate nei confronti della moglie e dei figli, e staling verso l’amica della moglie. Le motivazioni della sentenza verranno depositate in 70 giorni.
