di Francesca Marruco e Maurizio Troccoli 

Julia potrebbe essere dimessa già domani. La ragazza, scampata alla furia omicida dell’uomo a volto coperto, che lunedì notte è entrato nell’appartamento e ha ucciso il fidanzato Alessandro Polizzi, è stata operata dell’equipe del professor Mauro Caraffa e dal dottor Chionchio martedì pomeriggio. Le è stato estratto il proiettile dalla mano e ora potrebbe anche tornare a casa con le ferite quasi guarite e un dolore da cui non guarirà mai.

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FOTOGALLERY. OMICIDIO VIA RICCI

Il padre di Julia: «Grazie Alessandro»  Per lenire la disperazione che prova in questi istanti, con la giovane c’è sempre la sua famiglia. Il padre Massimo, con l’aria visibilmente ancora sconvolta dall’accaduto, dice che non dorme da quando lo hanno chiamato lunedì notte, continua a ringraziare Alessandro Polizzi: «Se non ci fosse stato Alessandro Julia non sarebbe più qui. Ed è per questo che io mi sento in qualche modo in colpa nei confronti dei genitori e vorrei veramente tanto. Non so chi fosse l’obiettivo. Torno a ringraziare Alessandro per quello che ha fatto e ringrazio anche i suoi genitori per aver avuto un figlio così, un ragazzo veramente in gamba anche se non lo conoscevo».

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La madre: Julia  vuole Alessandro «Julia – dice ancora il padre ai giornalisti fuori dall’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia – in questo momento è in stato di shock per cui non ha molta voglia di parlare. Vorrebbe vedere Alessandro ma in questo momento non è possibile purtroppo». Gli fa eco la mamma che dice «Julia sta male perché ha saputo pure del fidanzatino e sta male. Non so come sono andate le cose, non posso dire niente. Julia piange e cerca il fidanzato».

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Parla il fratello «Julia ha avuto dei traumi derivati dalla colluttazione che ha avuto, e al braccio e ha dovuto subire un intervento per estrarre il proiettile – racconta anche il fratello Alex uscendo dall’ospedale -. Julia è sotto shock. Piange tutto il giorno e forse non si rende neanche bene conto di cosa sia successo».

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Julia verrà sentita di nuovo  Gli inquirenti, sul caso indaga la squadra mobile diretta da Marco Chiacchiera, coordinata dal sostituto Antonella Duchini, hanno in programma di interrogare nuovamente la ragazza una volta che sarà dimessa. Intanto proseguono a tutto campo le indagini per l’omicidio di Alessandro Polizzi, il 24enne ucciso a colpi di pistola nell’appartamento di via Ricci in cui viveva con la fidanzata Julia Tosti. La squadra mobile della questura di Perugia non lascia nulla di intentato, ma lo sta facendo nel massimo riserbo.

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Testimoni e accertamenti Molte le persone ascoltate dagli investigatori tra ieri e oggi, soprattutto tra le amicizie dei giovani ragazzi. E’ nel mondo delle relazioni personali dei due giovani che si stanno concentrando gli accertamenti degli inquirenti. E indubbiamente la prima ipotesi da vagliare è quella della gelosia. Dello sgarro. Della vendetta. Alessandro Polizzi venerdì scorso aveva aggredito l’ex fidanzato di Julia rompendogli il naso con una testata. L’ex della giovanissima è stato dimesso mercoledì mattina dall’ospedale. Secondo quanto trapelato al giovane, che di professione fa il tatuatore, sarebbe stata fatta la prova dello stub. Non solo. Lo stesso accertamento sarebbe stato fatto anche a suo padre.

Accertamenti Sono molti gli accertamenti tecnici e scientifici che sono necessari  a dirimere il mistero in questo frangente. A partire da quello sulla pistola, una Beretta calibro 9 modello 34, rinvenuta nell’appartamento della mattanza forse perché durante l’aggressione si è inceppata e l’assassino l’ha buttata a terra. Al vaglio degli investigatori ci sono poi i filmati delle telecamere della caserma della guardia di finanza che si trova vicino all’appartamento dell’omicidio che potrebbero aver captato qualche immagine utile.

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