di Ivano Porfiri e Francesca Marruco
Le «bestie» stavano tornando. Gli assassini di Luca Rosi, gli stupratori della donna di 54 anni di Pietramelina, i rapinatori violenti. Ma al confine hanno trovato le manette: i carabinieri del reparto operativo e del Ros li hanno presi e poi portati a Perugia. Alla notizia, i familiari di Luca sono scoppiati in lacrime. I due si aggiungono a Catalin Simonescu, ritenuto basista della banda. Ne manca ancora uno, su di lui pende un mandato di cattura.
IL VIDEO DEI DUE ARRESTATI A PERUGIA
IL VIDEO DEL PAPA’ DI LUCA ALLA NOTIZIA DELL’ARRESTO
Le bestie Iulian Ghiorghita, 31 anni, e Aurel Rosu, appena 20 anni, i due fermati venerdì mattina, sono entrambi domiciliati a Vercelli. Il terzo è ricercato in Italia e all’estero. Sono loro le «bestie», come le ha definite Bruno, papà di Luca Rosi, ucciso il 2 marzo scorso a Ramazzano: «Bestie che meriterebbero di venir rinchiuse in posti per le bestie, non per le persone». Lo ha detto subito dopo che il colonnello Angelo Cuneo, comandante dei carabinieri di Perugia, ha detto a lui, alla moglie Ilvana, alla sorella Maria Grazia e alla fidanzata di Luca, Mary, che gli assassini del loro caro erano stati catturati.
LA NOTTE DELL’OMICIDIO: LA FOTOGALLERY
IL VIDEO IN PRESA DIRETTA DELLA NOTTE DELL’OMICIDIO
La task force E’ stata una vera task force quella che ha visto il pool di magistrati (Antonella Duchini, Mario Formisano e Giuseppe Petrazzini, coordinati dal procuratore Giacomo Fumu) guidare il lavoro dei militari. I carabinieri del reparto operativo del tenente colonnello Pierugo Todini, del nucleo investigativo del capitano Giovanni Rizzo, indagavano alacremente dalla notte in cui durante la rapina di Pietramelina venne violentata una donna. Dopo l’omicidio di Luca Rosi, sono state messe in campo tutte le forze possibili e hanno partecipato all’indagine anche i carabinieri della compagnia di Perugia guidata dal maggiore Giovanni Cuccurullo, quelli del Ros del capitano Goffredo Rossi e del Reparto crimini violenti che ha praticamente visto il battesimo, data la nascita nel novembre scorso, guidati dal colonnello Vincenzo Molinese. Tutti hanno lavorato 24 ore su 24, con un «forte coinvolgimento emotivo», ha sottolineato il colonnello Angelo Cuneo. Tutti mossi da una determinazione ferrea per risolvere il caso in appena due settimane dalla morte di Luca.
L’arresto Ghiorghita e Rosu stavano tornando in Italia a bordo di un minibus (un furgone Mercedes) di quelli che fanno la spola tra Italia e Romania. Dopo l’omicidio erano riusciti a tornare in patria e lì gli inquirenti avevano attivato la polizia rumena per catturarli. Ma improvvisamente ai carabinieri è giunta la notizia della partenza. Il furgone andava verso Padova-Venezia, poi verso altre destinazioni del Nord Italia. Così è scattato il blitz. Alle 6, a una sosta poco dopo il confine italo-sloveno di Gorizia, due carabinieri in borghese si sono avvicinati ai rapinatori e, senza quasi che gli altri se ne accorgessero, li hanno caricati in macchina. Direzione Perugia.
Le accuse Ad attenderli un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip Carla Maria Giangamboni, con le accuse pesantissime di rapina aggravata, sequestro di persona, violenza sessuale, porto ed uso abusivo di armi e, ovviamente, omicidio pluriaggravato. Lo ha specificato il comandante Angelo Cuneo nel corso di una conferenza stampa tenuta insieme al comandante del reparto operativo provinciale Pierugo Todini e al comandante del Reparti crimini violenti Vincenzo Molinese.
LA FIACCOLATA PER LUCA: GUARDA IL VIDEO
LA FIDANZATA: «PENA DI MORTE». GUARDA IL VIDEO
Le tre rapine Al momento, ai tre (i due arrestati più il ricercato) vengono contestati tre colpi: la tentata rapina ai coniugi Barcaccia a Bastia Umbra nel giugno 2011, la rapina con stupro alla famiglia Papa di Pietramelina del 3 febbraio scorso e la rapina con l’omicidio di Luca Rosi il 2 marzo. Ma si indaga su altri colpi, non solo in Umbria. Il gruppo di fuoco si muoveva dal Piemonte poco prima dei colpi, ma aveva covi su cui contare. Uno di questi a Resina, vicino Perugia. Qui c’era anche il basista, Catalin Simonescu (ma forse non è l’unico) e una serie di complici.
Dna, pistola, testimonianze Al commando i carabinieri sono giunti grazie ad alcuni elementi. Il primo è il dna di Ghiorghita: lo stesso trovato sulla scarpa che perse fuggendo dai Barcaccia e nel corpo della povera donna stuprata a Pietramelina. Sarebbe lui la belva più sanguinaria: colui, probabilmente che ha sparato 5 colpi sull’inerme Luca Rosi, ammazzato con le mani legate dietro la schiena. Nessun dna è stato invece trovato a Ramazzano. Però a collegare Pietramelina a Ramazzano ci sono elementi altrettanto pesanti: c’è la pistola rubata a Papa, una calibro 9×17 dell’84 come quella usata per uccidere Rosi. E ci sono anche alcune testimonianze. Quella di Catalin, ma anche quella di una donna la cui casa a Resina era il covo della banda (lì sono andati dopo la fuga sulla Golf di Luca Rosi).
LA FOTOGALLERY DEL FUNERALE DI LUCA ROSI
IL VIDEO DEL FUNERALE DI LUCA ROSI
Scatta il blitz Proprio la donna (per ora sentita solo come testimone) ha fatto rompere gli indugi agli inquirenti: circa una settimana fa, si stava imbarcando per la Romania su un aereo da Fiumicino quando i militari l’ hanno fermata e lungamente ascoltata. Lei, la donna di Ghiorghita, ormai impaurita dalla banda della morte, ha detto tutto quello che sapeva ai carabinieri. Ed è proprio a casa sua che i militari hanno trovato il dna della «belva». Hanno preso un suo rasoio e l’hanno confrontato con il liquido seminale dello stupro e con il dna trovato nella scarpa persa a Bastia Umbra. «Se non si agiva subito le cose rischiavano di precipitare», hanno precisato gli inquirenti. Ora il lavoro prosegue, sia per trovare nuovi elementi sui due (che verranno ascoltati dal gip nei prossimi giorni) sia per rintracciare il terzo.
Non è stato facile «Non è stato facile – ha commentato il colonnello Cuneo – perché queste persone cambiano continuamente telefono e si muovono agilmente fra Italia, Romania e Spagna. Abbiamo fatto di tutto per dare una risposta alla famiglia che chiedeva giustizia. Volevamo fare presto, ma il nostro obiettivo non è mettere qualcuno in carcere il prima possibile, ma assicurarci che i colpevoli restino in prigione a lungo».


Bravi gli investigatori …. ora in mano ad una “vera” giustizia!! Senza sconti nè benefici …. pane ed acqua, se avanzano!
In carcere a lungo ? Conoscendo il teatrino della magistratura italiana questi 2 tra 6 mesi staranno gia a spasso. alla faccia dei ROS e di noi cittadini sempre piu’ soli e lasciati a noi stessi dalle istituzioni.
Comunque complimenti ai Carabinieri.
Complimenti alle forze dell’ ordine.
Se solo si potesse avere la stessa prontezza nel prevenire Perugia tornerebbe quella di un tempo e non saremmo qui a piangere le nostre vittime
Bravi Carabinieri! Adesso cari giudici e politici italici rimetteteli subito in liberta’, magari per decorrenza di termini…Saro’ vendicativo, ma per me l’unica punizione equa per queste belve sarebbe la pena di morte con tortura.
Con gli avvocatoni di Perugia e la filosofia del “poro cocco” cattocomunista non staranno dentro molto. Ma il problema è Schengen. Come si fa a non poter controllare le frontiere? Sappiamo che in Romania crescono migliaia di bambini nelle fogne di Bucarest e di altre città. Altri centinaia di migliaia sono cresciuti negli orfanatrofi del regime criminale comunista strappati alle famiglie meno abbienti. Questi come possono avere la libera circolazione senza avere di proprietà nemmeno un paio di scarpe? Questi come fanno a rispettare la civile convivenza? li vogliamo paragonare alla libera circolazione dei tedeschi, dei francesi, degli scandinavi? Ma dai queste idee non troverebbero proseliti nemmeno nei manicomi. Invece sono leggi indiscutibili. Mi dispiace, ma questi fatti ne sono già successi a migliaia e ne succederanno ancora.
Pienamente d’accordo con te. Grazie alla sinistra Italiana! che schifo
A pensare che io a quello a sinistra lo vedevo girare vicino casa mia ,mi passano i brividi …speriamo che in tribunale ci penseranno 10 volte prima di metterli dentro giusto per due anni!! che questi appena escono fanno altri guai in giro! Comunque non puoi mai aspettarti e fidarti delle gente che gira nel tuo paesino tocca stare sempre con occhi ben aperti e penso che siamo arrivati al punto che se non giri con un coltellino (o cose varie) in tasca, può essere che quando esci di casa non rientri più!!!!
La notizia mi sconvolge e mi fa piacere allo stesso tempo, c’è solo da augurarsi che la legge italiana faccia il suo corso. Per quanto riguarda l’articolo, suggerisco ai “giornalisti” di dare una ripassata alla costruzione delle frasi e alla sintassi. Complimenti a Vincenzo Molinese che, a quanto pare, nonostante sia nato a novembre 2011 è già diventato colonnello.
Complimenti alle forze dell’ordine che hanno preso queste canaglie. Il fatto che non mi è chiaro è perché hanno sparato.
Si dice che erano imbottiti di cocaina e quindi non erano coscienti . Molti dicono che Luca abbia reagito per difendere la compagna e i rapinatori non aspettandosi la sua reazione hanno sparato invece alcuni dicono che Luca aveva molti problemi e quindi che è stata un’esecuzione. La pura verità Dio solo sa, spero che i veri assassini vengano presi e giustiziati con il massimo della pena aggiungendo l’Art. 41-bis, il cosiddetto ”carcere duro”.
Vorrei fare un appello a tutti i lettori: Non fate di tutta l’erba un fascio! Non pensate che tutti i rumeni sono assassini, stupratori, ladri e zingari. Non siamo un popolo di santi ma nemmeno le bestie di satana…
Riposa in pace Luca
Nessuna notizia è buona quando comunque c’è una vittima innocente, però CHE SOLLIEVO!
Il fatto che fossero Rumeni non è qualificante: conosco tanti Rumeni che sono delle gran brave persone.
Questi sono soltanto animali senza cittadinanza: peccato che nel nostro ordinamento non siano previste pene abbastanza severe: non per loro, ma come esempio per scoraggiare altre bestie del genere.
Risposta per un.rumeno. Quarda che la maggior parte dei fatti criminali è opera di rumeni, pertanto non aspettarti tanta tolleranza. Per colpa di uno ci rimettono in 10 , poi qua in umbria queste bande trovano un terreno fertile in quanto la gente è sprovveduta e molto alla buona , ancora convinta di vivere in un modno a se.
Provate ad assaltare una villa a Napoli , Caserta , Cosenza, vedrai che il servizio te lo fanno quelli di casa.
Quei due rumeni se erano al sud stavano gia sotto un metro di terra !
Io non voglio nè tolleranza nè provare ad assaltare la casa di nessuno. La comunità rumena è la più grande in assoluto in Italia. Se si va in base al calcolo delle probabilità è più frequente che un cittadino rumeno commetta un crimine piuttosto che un francese o americano poi ti ho anche specificato che non siamo santi. Ti ho detto anche di non fare di tutta l’erba un fascio! Poi aggiungi anche il fatto che siamo PENALIZZATI DAGLI ZINGARI. Pur essendo un altro popolo che parla un’altra lingua, che ha altre tradizioni, che si comporta diversamente i zingari della Romania sono rumeni. Acquisiscono il diritto di cittadinanza ”iure loci” essendo nati e cresciuti in Romania. A questo punto togli il 60% dei crimini ed ecco chi sono i rumeni.
Bel discorso ma devi capire che la gente si è stancata di sentire che dietro i fatti piu gravi ci sono sempre i rumeni.
Non voglio condannare tutti perchè ci sono comunque anche brave persone ma in questi giornicredimi che la rabbia è notevole.
Gli zingari sono parte integrante della società rumena e sono svariati milioni fra matrimoni misti, discendenze ecc E’ assolutamente falso che siano una popolazione a se stante.
Detto questo nei rumeni si riscontra un potenziale a delinquere maggiore che in altre popolazioni dell’est. Chi ha mai sentito dire di polacchi che stuprano e attaccano le case? Chi degli Ucraini, ungheresi, slovacchi , bulgari?
L’unica parziale giustificazione di questo fatto deriva dai metodi criminali usati dal vecchio regime comunista sulle persone, infatti molti hanno acquisito come normale il fatto di violentare, brutalizzare, rubare verso altra gente non rendendosi conto della gravità assoluta e della mancanza di rispetto dei diritti umani che nelle nostre società sono fatti dati per scontati.
@franco hai ragione ,vorrei che queste bestie scondassero la pena nei loro paesi che solo al pensiero di doverli anche mantenere mi agita.fuori dal territorio italiano e che la politica faccia nuove leggi ,chi sbaglia deve pagare e anche con interessi se si tratta di stupro e assassinio (in piazza e dati al giudizio della comunita’)visto che nessuna legge li trattiene dal delinquere
@un.rumeno
Dici delle inesattezze evidenti anche ad un cieco: i crimini commessi da cittadini rumeni in Italia non sono soltanto in percentuale maggiore(valore assoluto) rispetto a quelli commesi dagli stranieri (intra-comunitari ed
extra-comunitari) ma anche tenuto conto del maggior peso della comunità rumena in Italia rispetto alle altre comunità straniere, basta consultare i dati del viminale ed evincerlo in modo inequivocabile…. quindi la tua storiella statistica è una fandonia bella e buona. Su un dato hai peròragione…non si può fare di tutta l’erba un fascio……e infatti considerare il grado criminogeno dei Cingalesi o dei Filippini alla stregua di quello dei Rumeni sarebbe tanto ridicolo quanto assurdo. Pertanto fermo restando che la responsabilità penale è personale ciò non toglie che la maggiore commissione di reati da parte dei rumeni in Italia rispetto alle altre popolazioni straniere è un DATO OGGETTIVO incontestabile in termini sia assoluti che relativi. Riguardo agli zingari …non so da dove trai questo elemento statistico (intendo dire da quale area del tuo cervello) visto che non è riportato sui dati del viminale stante che il criterio distintivo adottato è quello su base “nazionalistica” e non certo su base “etnico-razziale” che sarebbe ovviamente inaccettabile sul piano giuridico.
In ogni caso….la cronaca ci dice che (fatto salvo il caso Mailat e consimili) gli zingari si rendono per lo più protagonisti di crimini di secondo piano (furti di rame, furti in abitazioni, borseggi) per lo più reati contro il patrimonio….mentre stando alle cronache i reati contro la persona specie quelli più odiosi (quali omicidi per futili motivi e stupri) sono spesso compiuti da Rumeni non ROM piuttosto che da Rumeni di etnia Rom. Quindi non sarebbe paradossale che gli zingari rumeni si lamentino essendo PENALIZZATI dai Rumeni non ROM!!!! Inoltre anche se i ROM hanno una propria lingua, parlano ovviamente rumeno è sono Rumeni al 100% non “iure loci” bensì “iure sangunis” …quindi se il figlio di uno zingaro rumeno nasce in una roulotte in Italia sarà cmq Rumeno in virtu dello Ius sanguinis.
In ogni caso se colpevoli nessuna pietà per i porci che hanno perpetrato vigliaccamente un così scellerato crimine.