Nella tarda mattinata di martedì 25 marzo, gli uomini della sezione criminalità diffusa della squadra mobile della questura di Perugia hanno arrestato due giovani pluripregiudicati tunisini responsabili, assieme ad un terzo da identificare, di una violentissima aggressione ai danni di un giovane ivoriano, al fine di rapinarlo, dando così un’ennesima risposta immediata ed efficace ai fenomeni di microcriminalità che interessano il centro storico e la zona della stazione e dimostrando, altresì, come la presenza e l’osservazione assidua del territorio e dei soggetti di maggior rilievo investigativo molto spesso consente, a seguito di fatti del genere, di assicurare alla giustizia i responsabili in maniera estremamente rapida.
Aggredito Verso le ore 13, in piazza Vittorio Veneto, un giovane ivoriano ventiduenne, regolarmente soggiornante sul territorio nazionale e residente a Perugia, appena sceso da un autobus di linea, è stato circondato da tre maghrebini i quali inizialmente gli hanno intimato di aprire la borsa che portava a tracolla per vedere cosa contenesse, dopodiché, mostrati i suoi due telefoni cellulari e non avendo soddisfatto, dato il loro esiguo valore, i tre rapinatori, il malcapitato ha tentato di divincolarsi, di conseguenza il pestaggio: i tre tunisini lo hanno letteralmente pestato colpendolo con pugni e calci, provocandogli la rottura del setto nasale ed una prognosi di 30 giorni e riuscendo, nel contempo, a strappargli la catenina in oro che aveva al collo.
Ricercati e braccati A questo punto è scattata l’operazione: gli agenti della squadra mobile, già presenti nella zona, sono intervenuti immediatamente sul posto e, da una sommaria descrizione degli aggressori, sono partiti alla ricerca dei tre soggetti. Rastrellata tutta la zona Fontivegge e passati al setaccio tutti i luoghi in cui, dalla ricostruzione investigativa fatta, i tre sospettati potevano essere sorpresi, dopo 20 minuti circa è stato individuato il primo, ed all’esito di un altro periodo di ricerche continue e serrate, stavolta all’interno di un vicino internet-point, è stato acciuffato il secondo: sono ancora in corso le ricerche del terzo aggressore.
Entrambi i rapinatori vantano dei curricula di tutto rispetto, con numerosi precedenti penali: il primo è Hanzouti Hamed, nato in Tunisia nel 1995, con precedenti per violazione delle norme sull’immigrazione in quanto già titolare di provvedimento di espulsione del questore di Perugia, nonché per furto e ricettazione e poi per falsa attestazione a pubblico ufficiale. Hanzouti, seppur giovanissimo, è a Perugia da qualche anno ed è molto vicino a spacciatori su piazza tunisini noti alla questura: la sua particolarità è che da quando ha raggiunto, nel 2013, la maggiore età, si è ingegnato riferendo, ad ogni controllo di polizia o in caso di arresto, di essere invece minorenne, così mentre nel 2013 sosteneva di essere nato nel 1996, in occasione del suo arresto martedì, agli agenti ha riferito di essere nato nel 1997.
In carcere L’altro tunisino, arrestato poco dopo il primo, è un’altra conoscenza consolidata degli uomini della sezione criminalità diffusa in quanto più volte indagato e arrestato dalla squadra mobile e dall’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura per violazione della legge sugli stupefacenti ma anche per violenza e resistenza a pubblico ufficiale: in occasione dell’arresto per la rapina perpetrata, infatti, perquisito, è stato anche denunciato per il possesso di una piccola dose di hashish; lo stesso, per finire, era già sottoposto, nell’ambito di un altro procedimento penale, alla misura cautelare dell’obbligo di firma in questura due volte al giorno, attesa la sua pericolosità. Si tratta di Gmiden Maharan, tunisino nato nel 1985 ed irregolarmente domiciliato a Perugia.
