Ospedale di Perugia, foto Fabrizio Troccoli

di Francesca Marruco

Il dolore non cessa,  e il vuoto e lo sgomento non danno risposte. Per questo c’è bisogno di sapere e possibilmente vedere scritto nero su bianco, che tutto quello che si poteva fare per salvarle la vita lo si è fatto. E’ per questo che il marito di Antonella Morganti, la donna di 42 anni morta mercoledì pomeriggio all’ospedale di Perugia dopo aver dato alla luce il suo primogenito Samuele, per una dissecazione dell’aorta, ha sporto denuncia alla stazione dei carabinieri di Perugia.

La denuncia Qualche ora dopo aver conosciuto il dolore più grande per un marito, nel momento in cui avrebbe dovuto solo pensare ad essere felice insieme alla madre del suo bambino – che è in buone condizioni di salute – è andato dai carabinieri e ha sporto formale querela. A questo punto, in procura è stato aperto un fascicolo contro ignoti e il corpo della donna è a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Autopsia Il sostituto procuratore di turno Michele Adragna conferirà l’incarico per l’autopsia forse già nella giornata di venerdì. Intanto sono in corso le aquisizioni delle cartelle cliniche della signora, che era stata trasferita all’ospedale di Perugia il cinque gennaio scorso dopo che le si erano rotte le acque con qualche settimana di anticipo rispetto alla fine della gravidanza. Poi a Perugia ha partorito mercoledì mattina intorno alle 12.35 con un parto naturale.

La morte Un’ora dopo è svenuta ed è andata in arresto cardiaco. Si trovava nella stanza post partum in cui tutte le partorienti vengono controllate prima di uscire dalla zona della sala travaglio  e stava compilando un questionario per un medico quando ha accusato un forte dolore al petto. Portata in sala operatoria è stata operata d’urgenza, ma non c’è stato nulla da fare per arginare quella che sembra essere stata una emorragia devastante causata dalla dissecazione dell’aorta. Tutti particolari che verranno chiariti dall’esame autoptico.

L’indagine interna Parallelamente agli accertamenti della magistratura, anche l’azienda ospedaliera di Perugia si è mossa immediatamente per accertare tutte le fasi che hanno portato a questo epilogo tragico che nessuno avrebbe voluto vivere. E dagli accertamenti interni non risulterebbe alcuna omissione o ritardo sulle procedure messe in atto. Un dottore con 40 anni di esperienza ha detto di non avere mai visto un caso come questo in conseguenza del parto. Se ne contano 30 negli ultimi 25 anni in tutto il mondo. A cui adesso va ad aggiungersi quello di una neo mamma, la cui morte non può essere accettata dogmaticamente dai famigliari senza che esercitino il loro bisogno di chiarezza.

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