Dopo le polemiche dei giorni scorsi sul concorso per un posto da addetto stampa dell’ospedale di Perugia Santa Maria della Misericordia, anche l’Associazione Stampa Umbria interviene facendo una proposta ben precisa. Ecco la nota:
«Relativamente al concorso per addetto stampa che si è svolto all’Azienda Ospedaliera di Perugia, agli articoli di stampa che lo riguardano e alle numerose lamentele giunte all’Associazione Stampa Umbra da parte di molti colleghi che hanno partecipato alla selezione, l’Asu comunica quanto segue:
Senza entrare nel merito dell’esito del concorso e delle valutazioni espresse dalla Commissione esaminatrice che è sovrana e che ha ritenuto il collega Mario Mariano il più idoneo a rivestire il posto messo a concorso, anche in relazione alla lunga esperienza da lui maturata in questi anni come addetto stampa della stessa Azienda Ospedaliera, il sindacato dei giornalisti umbri sottolinea l’opportunità di procedere, in futuro, alla definizione dei bandi pubblici per l’assunzione o l’assegnazione di incarico ai giornalisti coinvolgendo direttamente gli organismi di categoria (ASU e ODG) che sono ovviamente totalmente disponibili a collaborare, proprio per evitare che in corso d’opera possano insorgere dubbi sulla efficacia e trasparenza dei criteri adottati. Ciò a beneficio sia di chi bandisce il concorso, che dei colleghi che vi partecipano e di chi risulterà vincitore/trice.
La crisi che sta attraversando il mondo dell’informazione è devastante e palese a chi voglia prestarvi attenzione. In questa situazione di grande difficoltà per il settore, che ha visto anche in Umbria l’apertura di piani di crisi nelle più note testate presenti sul territorio e l’attivazione di contratti di solidarietà, è del tutto evidente che la possibilità di avere un contratto, seppure a tempo determinato, rappresenti per molti colleghi in difficoltà e senza lavoro una opportunità da dover cogliere. Soprattutto per quei giovani giornalisti precari, preparati e capaci, che combattono quotidianamente per mettere insieme uno stipendio dignitoso e che sono il futuro di questa categoria».

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