di Ivano Porfiri
Hanno preso il bambinello del presepe e lo hanno profanato imbrattandolo con un pennarello. Sono stati due studenti universitari giovani, ma non tanto da non capire che quello che stavano compiendo era un gesto idiota e non “goliaridico”, come hanno provato a giustificarsi con i carabinieri. I militari ci hanno messo poco a scoprirli e denunciarli con l’accusa di furto aggravato.
Il caso: due furti La vicenda è quella della sparizione del Gesù bambino del presepe di piazza IV Novembre avvenuta la notte fra il 3 e il 4 gennaio. La seconda in pochi giorni: la notte di Capodanno un primo furto ma poi la statuetta fu trovata e recuperata dopo poche ore gettata tra le fronde di un albero. Il secondo furto è stato denunciato dai carabinieri da parte della Curia. Subito è stato chiaro come fosse un gesto meno istintivo del primo e i militari hanno fatto partire un’indagine che si è conclusa nel giro di pochi giorni, come ha spiegato il comandante della compagnia di Perugia Luca Vasaturo, affiancato dal comandante del Nucleo operativo Lucia Dilio.
Le indagini «E’ stato un caso che ci è stato fin da subito molto a cuore – ha detto il capitano Vasaturo – per l’importanza del simbolo religioso ma anche per il fatto che quella statuetta è stata un dono alla Curia da parte della Caritas di Deruta». La prima fase è stata l’esame delle telecamere che sorvegliano piazza IV Novembre. E’ emerso come, intorno alle 3, un gruppo di ragazzi si trovasse nei pressi delle logge dove era allestito il presepe e che una pattuglia della polizia provinciale li avesse avvicinati. Gli agenti hanno chiesto cosa stessero facendo, quindi hanno stazionato in zona per circa mezzora e poi se ne sono andati. Solo a quel punto una ragazza ha scavalcato la transenna e ha afferrato il bambinello passandolo subito a un ragazzo, che ha nascosto la statua sotto il giubbotto. Lui è andato in direzione via Maestà delle Volte, lei verso piazza Danti.
Scoperti e denunciati I militari hanno analizzato le immagini, non certo chiarissime, dalle quali però hanno notato alcuni dettagli dell’abbigliamento dei due. A quel punto, sentiti gli agenti della provinciale, hanno iniziato ad osservare i gruppi di ragazzi che, di notte, si ritrovano in piazza. Soprattutto universitari di nazionalità italiana. E, in pochi giorni, hanno fatto bingo identificando i due. Si tratta di una ragazza di 23 anni della provincia di Ancona, studentessa al terzo anno di Biologia, e di un suo amico di 24 anni di Napoli studente al quinto anno di Giurisprudenza. Perquisite le loro abitazioni, i carabinieri hanno rinvenuto la statuetta a casa di lui, in via Appia, nascosta sotto un plaid sul terrazzino.
«Una goliardata» Sentiti, hanno ammesso il furto giustificandolo come un «atto goliardico» da quale sono stati poi travolti per la risonanza che il caso ha assunto. Hanno anche detto che volevano riconsegnarlo ma di non averne trovato il coraggio. Ora la statuetta è sotto sequestro, ma presto verrà riconsegnata alla Curia (è stato direttamente il comandante provinciale dell’Arma ad avvertire il cardinale Bassetti), che provvederà a ripulirla dai segni che sono stati impressi sul volto. Non scritte contro la religione o disegni particolari. «Un modo stupido e irrispettoso per deriderlo», hanno detto i carabinieri non mostrandolo neppure ai giornalisti.

Sarà un grande giorno per questo paese quando si userà la stessa intransigenza per arrestare mafiosi, politici corrotti e evasori fiscali invece che per ritrovare bambinelli rubati e “profanati”.
Sono d’accordo.
ma basta con sti presepi!!