MARTEDì, 02 GIUGNO 2026 AGGIORNATO ALLE 13:54

Posted inCronaca

Ikea a Perugia, il gip archivia l’inchiesta: passaggi di denaro «concatenati e giustificati»

Lo stabilimento Ikea sorgerà a San Martino in Campo

di Francesca Marruco

L’indagine sulla compravendita dei terreni in cui sorgerà l’Ikea a San Martino in Campo è giunta al capolinea: il gup Alberto Avenoso ha infatti accolto la richiesta della procura di Perugia disponendone l’archiviazione. I passaggi di denaro legati alle vendite e alle permute di terreni, tra Marco Brucolini e Claudio Umbrico, indagati per corruzione, scrive il gip, «appaiono tutti logicamente concatenati e giustificati».

L’esposto La vicenda, come ricostruisce lo stesso gup Alberto Avenoso, era iniziata «su esposto presentato dall’associazione Italia Nostra denunciante che in località San Martino in Campo era in atto una sostanziale lottizzazione abusiva funzionale alla realizzazione di un centro commerciale».

La vicenda Il pm Claudio Cicchella aveva iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di corruzione l’imprenditore umbro Claudio Umbrico e l’ex presidente delle Opere Pie Riunite, Marco Brucolini. A fine ottobre scorso, guardia di finanza e Forestale si sono recate al Comune di Perugia e alle Opere Pie Riunite per acquisire documenti. Nel mirino c’è la compravendita dei terreni che  si riteneva potesse essere stato un grosso affare per Umbrico e un pessimo affare per le Opere Pie. Prima che fosse noto l’interesse di Ikea per il terreno di San Martino in Campo, infatti, ci fu una strana permuta tra un terreno agricolo a Montefalco e l’appezzamento alle porte di Perugia: due terreni agricoli ma per il secondo stava per venire alla luce il business dell’arrivo del colosso svedese.

Timori Una vicenda, quella Ikea, che ha fatto tremare i palazzi del potere. L’ipotesi della corruzione a più riprese ha fatto venire a galla la possibilità che potesse essere coinvolto qualche amministratore. Ipotesi mai suffragata da riscontri investigativi. Il Comune di Perugia ha sempre tirato dritto andando avanti con le procedure che dovrebbero portare l’apertura di Ikea a Perugia nel 2013. E anche i due indagati hanno sempre rivendicato la correttezza del proprio operato.

Le parole del gup E anche il gup Alberto Avenoso, utilizzando la ricostruzione della vicenda che offre la stessa procura nella richiesta di archiviazione, afferma che i passaggi di denaro relativi alle vendite e alle permute, «appaiono tutti logicamente concatenati e giustificati. In assenza di (prova di) condotte corruttive, non può sottacersi, peraltro, che il Brucolini appare essersi particolarmente impegnato al fine di agevolare la sea nell’acquisizione dei terreni destinati all’operazione Ikea ed abbia, nel contesto di una discutibile commistione tra il proprio incarico pubblico e l’agire come privato, operato anche in proprio, verosimilmente lucrando la differenza tra l’acquisto a 1.080.000 euro e la vendita a 1.150.000 nell’ambito dell’operazione relativa al terreno di 8.900 mq».

La possibilità di incrementare il patrimonio «Questo ufficio peraltro concorda pienamente con le valutazioni del pm in ordine alla insostenibilità in giudizio di un’accusa di abuso d’ufficio, che richiede la prova, da un lato del dolo intenzionale. Se è infatti vero che l’ente Opere Pie alla luce delle previsioni statutarie non ha finalità di lucro, non per questo allo stesso ente devono ritenersi inibite operazioni aventi la finalità di incrementare  il patrimonio, risultando con adeguata chiarezza come l’ente stesso, con l’acquisizione del terreno di Montefalco, abbia perseguito l’obiettivo strategico di incrementare i guadagni derivanti dalla viticoltura».

Nessuna lottizzazione abusiva Non sta in piedi neanche l’ipotesi di una lottizzazione abusiva. Nel decreto di archiviazione sta infatti scritto che «la compagine societarie non ha né frazionato né venduto alcunché, ma ha, allo stato, acquistato alcuni terreni ancora agricoli, che solo successivamente e per scelta dell’amministrazione comunale e regionale potrebbero subire mutamento di destinazione urbanistica, senza per questo dover per forza ipotizzare, ora per allora (salvo acquisizione di una nuova specifica notitia criminis), collusioni tra funzionari comunali e regionali da un lato e lo stesso Umbrico dall’altro».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

Posted inCronaca

Privato: Ikea a Perugia, il gip archivia l’inchiesta: passaggi di denaro «concatenati e giustificati»

Lo stabilimento Ikea sorgerà a San Martino in Campo

di Francesca Marruco

L’indagine sulla compravendita dei terreni in cui sorgerà l’Ikea a San Martino in Campo è giunta al capolinea: il gup Alberto Avenoso ha infatti accolto la richiesta della procura di Perugia disponendone l’archiviazione. I passaggi di denaro legati alle vendite e alle permute di terreni, tra Marco Brucolini e Claudio Umbrico, indagati per corruzione, scrive il gip, «appaiono tutti logicamente concatenati e giustificati».

L’esposto La vicenda, come ricostruisce lo stesso gup Alberto Avenoso, era iniziata «su esposto presentato dall’associazione Italia Nostra denunciante che in località San Martino in Campo era in atto una sostanziale lottizzazione abusiva funzionale alla realizzazione di un centro commerciale».

La vicenda Il pm Claudio Cicchella aveva iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di corruzione l’imprenditore umbro Claudio Umbrico e l’ex presidente delle Opere Pie Riunite, Marco Brucolini. A fine ottobre scorso, guardia di finanza e Forestale si sono recate al Comune di Perugia e alle Opere Pie Riunite per acquisire documenti. Nel mirino c’è la compravendita dei terreni che  si riteneva potesse essere stato un grosso affare per Umbrico e un pessimo affare per le Opere Pie. Prima che fosse noto l’interesse di Ikea per il terreno di San Martino in Campo, infatti, ci fu una strana permuta tra un terreno agricolo a Montefalco e l’appezzamento alle porte di Perugia: due terreni agricoli ma per il secondo stava per venire alla luce il business dell’arrivo del colosso svedese.

Timori Una vicenda, quella Ikea, che ha fatto tremare i palazzi del potere. L’ipotesi della corruzione a più riprese ha fatto venire a galla la possibilità che potesse essere coinvolto qualche amministratore. Ipotesi mai suffragata da riscontri investigativi. Il Comune di Perugia ha sempre tirato dritto andando avanti con le procedure che dovrebbero portare l’apertura di Ikea a Perugia nel 2013. E anche i due indagati hanno sempre rivendicato la correttezza del proprio operato.

Le parole del gup E anche il gup Alberto Avenoso, utilizzando la ricostruzione della vicenda che offre la stessa procura nella richiesta di archiviazione, afferma che i passaggi di denaro relativi alle vendite e alle permute, «appaiono tutti logicamente concatenati e giustificati. In assenza di (prova di) condotte corruttive, non può sottacersi, peraltro, che il Brucolini appare essersi particolarmente impegnato al fine di agevolare la sea nell’acquisizione dei terreni destinati all’operazione Ikea ed abbia, nel contesto di una discutibile commistione tra il proprio incarico pubblico e l’agire come privato, operato anche in proprio, verosimilmente lucrando la differenza tra l’acquisto a 1.080.000 euro e la vendita a 1.150.000 nell’ambito dell’operazione relativa al terreno di 8.900 mq».

La possibilità di incrementare il patrimonio «Questo ufficio peraltro concorda pienamente con le valutazioni del pm in ordine alla insostenibilità in giudizio di un’accusa di abuso d’ufficio, che richiede la prova, da un lato del dolo intenzionale. Se è infatti vero che l’ente Opere Pie alla luce delle previsioni statutarie non ha finalità di lucro, non per questo allo stesso ente devono ritenersi inibite operazioni aventi la finalità di incrementare  il patrimonio, risultando con adeguata chiarezza come l’ente stesso, con l’acquisizione del terreno di Montefalco, abbia perseguito l’obiettivo strategico di incrementare i guadagni derivanti dalla viticoltura».

Nessuna lottizzazione abusiva Non sta in piedi neanche l’ipotesi di una lottizzazione abusiva. Nel decreto di archiviazione sta infatti scritto che «la compagine societarie non ha né frazionato né venduto alcunché, ma ha, allo stato, acquistato alcuni terreni ancora agricoli, che solo successivamente e per scelta dell’amministrazione comunale e regionale potrebbero subire mutamento di destinazione urbanistica, senza per questo dover per forza ipotizzare, ora per allora (salvo acquisizione di una nuova specifica notitia criminis), collusioni tra funzionari comunali e regionali da un lato e lo stesso Umbrico dall’altro».

 

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

Gift this article