Ospedale di Perugia - foto Fabrizio Troccoli

di Fra. Mar.

E’ iscritto el registro degli indagati per truffa il primario di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Perugia, già sospeso per cinque mesi dall’azienda ospedaliera di Perugia per aver effettuato circa sessanta visite in regime di intramoenia, omettendo però di versare il corrispettivo all’azienda ospedaliera. Il professor Giancarlo Di Renzo, è dunque attualmente indagato e sospeso.

L’indagine Secondo quanto emerso, oltre ad aver effettuato le visite private durante lìorario di lavoro, il professore avrebbe anche usato gli strumeti dell’ospedale – quindi cose pubbliche – senza che i pazienti pagassero un centesimo. I casi, oltre che essere passati al vaglio della direzione sanitaria dell’azienda ospedaliera, sono stati analizzati dai carabinieri del nas di Marco vetrulli, che, coordinati dal pubblico ministero Mario Formisano, stanno portando avanti l’indagine in cui il primario è sotto inchiesta per truffa. La sospensione di cinque mesi è arrivata da un comitato appositamente istituito per vagliare la questione. Considerando che la pena massima è di sei mesi, i cinque comminati al professor Di Renzo appaiono come un segnale ben preciso.

AGGIORNAMENTO

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del professor Gian Carlo Di Renzo:

Il procedimento penale iscritto dapprima per il reato di truffa e successivamente derubricato in abuso d’ufficio, nel quale sono stato difeso dall’avvocato Daniela Franchi del foro di Perugia, è stato archiviato con provvedimento del gup Alberto Avenoso il 21.1.2015, su richiesta del pm Formisano. Sintetizzo brevemente le motivazioni dell’archiviazione, sulla base dei dati forniti dal responsabile dell’area convenzioni dell’università degli studi di perugia, è emetrso che il sottoscritto ha sempre rispettato l’orario complessivo di servizio, effettuando in tutti i trimestri ricompresi nel periodo in contestazione, ad eccezione di uno soltanto, un numero di ore di lavoro persino superiore a quello previsto dal contratto collettivo. Pertanto l’ipotizzata effettuazione di visite intramoenia in orario di servizio non integrerebber comunque il delitto di abuso di ufficio in quanto non potrebbe ritenersi produttiva di danno per l’azienda ospedaliera. Quanto agli esami ecografici effettuati nel corso delle visite, la configurabilità del reato di abuso d’ufficio è stata esclusa, poiché è stato chiarito che lo svolgimento di determinate visite ginecologiche effettuate dal sottoscritto, richiede necessariamente l’esame ecografico, quale parte integrante della visita stessa.
Faccio inoltre presente che, grazie alle attvità nazionali e internazionali che da anni perseguo con i miei collaboratori e lo staff di ostetriche e specializzandi, la clinica ostetrica e ginecologica di Perugia risulta essere tra le migliori d’Italia, centro di riferimento per le patologie della gravidanza tra i più noti in Italia e in Europa, e a livello nazionale ha istituito da anni linee guida di trattamento in gravidanza seguite dalla maggior parte delle maternità italiane. Infine, ricordo che tutti i notevoli finanziamenti di ricerca per svariati milioni di euro, soprattutto dall’Europa e dagli Stati Uniti, che ho ottenuto a favore della clinica nel corso dell’ultimo ventennio, hanno permesso di creare e mantenere uno dei laboratori di ricerca su problematiche di genetica prenatale e medicina materno fetale più noti al mondo. Con questo mi farebbe piacere che a volte si desse più risalto a queste sttività che danno lustro all’università e all’azioeda osedaliera di Perugia, piuttosto che cercare lo scoop sempre negativo su professionisti come me.

Gian Carlo Di Renzo, direttore clinica ostetrica e ginecologica, policlinico Santa Maria della Misericordia, Perugia.