di Fra. Mar.
Duecentocinquanta grammi di eroina purissima che sul mercato avrebbero fruttato circa 50mila euro. E’ questo l’ultimo sequestro della seconda sezione della squadra mobile di Perugia. I poliziotti diretti da Marco Chiacchiera hanno arrestato un tunisino con numerosissimi precedenti penali specifici, mentre rientrava da un viaggio di rifornimento a Napoli, insieme ad un albanese e a una ragazza italiana.
Bloccati in auto I tre sono stati fermati lo scorso fine settimana lungo la superstrada, nella rampa che da Balanzano porta a Piscille. I poliziotti della squadra mobile, insieme a quelli della stradale, avevano simulato un incidente per giustificare l’imbuto in cui tutte le auto sono dovute passare. Sapevano che di lì sarebbe passato lo strano trio di ritorno da Napoli con un carico di droga. Lo sapevano perché li tenevano d’occhio da un po’. Perché la strategia della squadra mobile adesso è cambiata e sta cercando di aggredire i pesci di media grandezza, visto che con gli arresti per spaccio su piazza, molto spesso non si porta a casa nessun buon risultato da un punto di vista giuridico.
La pistola E dunque hanno fatto il modo di fermarli. Ma i tre occupanti della macchina non volevano aprire, tanto che si sono chiusi dentro, e hanno messo la retromarcia per provare a scappare. Ma i poliziotti, a quel punto hanno sfondato un vetro ( oscurato) e tolto le chiavi da cruscotto. Credendo che fosse finita lì. Invece nell’auto c’era una pistola, solo dopo sapranno che era giocattolo, e solo il profondo sangue freddo dei poliziotti ha evitato conseguenze ben peggiori, non potendo sapere al buio se poteva essere una pistola vera o una scacciacani. Il dirigente della squadra mobile Marco Chiacchiera, insieme a Roberto Roscioli della seconda sezione, hanno voluto mettere in evidenza la pericolosità di un fatto del genere: «I poliziotti in quella situazione possono non rendersi conto che è una pistola giocattolo. Che sarebbe successo se lo spacciatore gliel’avesse puntata contro? Ci vorrebbe un’aggravante per episodi simili».
Arresto e denunce Alla fine i poliziotti sono comuqnue riusciti nel loro intento e hanno arrestato il tunisino, che nascondeva la droga nel marsupio e denunciato per concorso nel reato di spaccio l’albanese e la giovane italiana. Singolare secondo i poliziotti che un tunisino e un albanese fossero nella stessa macchina. Un’inedita joint venture che fa drizzare le antenne alle forze dell’ordine che temono nuove alleanze nella già difficile piazza di spaccio perugina.
