di Barbara Maccari
Nei guai è finita una 57enne romana ma residente nell’eugubino trovata con trenta piante di marijuna coltivate in un casolare al confine con le Marche. E’ il risultato degli sviluppi dell’indagine svolta in collaborazione tra la squadra anticrimine e quella volante del commissariato di polizia di Città di Castello, legati all’operazione di smantellamento del giro di hashish effettuata lunedì 19 maggio.
Operazione lampo Gli agenti del commissariato tifernate l’hanno denominata «operazione lampo» ed ha portato a tre arresti ed una denuncia per spaccio di stupefacenti. Quello presentato nella conferenza stampa di giovedì 22 maggio è il risultato della seconda parte di indagine partita grazie ad una intuizione degli uomini della squadra volante.
Serra per la coltivazione L’attività investigativa ha portato alla scoperta di un casolare sperduto nella macchia boschiva e distante circa 20 chilometri dalle prime abitazioni, tra il comune di Pietralunga e la frazione di Pianello. Presso l’abitazione è stata trovata una serra all’interno della quale c’erano trenta piante di marijuana di varietà «indica».
Arresto Le piante di marijuana, alte oltre un metro, venivano coltivate con la massima cura, tanto che la serra che le conteneva era dotata di un apposito impianto di irrigazione a goccia e di un sistema di lampade Uva temporizzate per simulare l’azione solare. La custode di questo ‘bottino’ era una 57enne romana ma residente in una frazione dell’eugubino, che è stata arrestata. Ora si trova agli arresti domiciliari.
Valore Secondo le stime degli agenti il raccolto avrebbe prodotto oltre 30 chili di marijuana destinata esclusivamente al mercato tifernate. La ‘custode’, disoccupata, veniva da un’esperienza ventennale di coltivazione sviluppata in Olanda.
Intera filiera Le indagini non finiscono qui, come ha dichiarato il vice questore aggiunto Marco Tangorra, soddisfatto dell’aver stroncato il giro di spaccio tifernate: «Quella che abbiamo scoperto è una vera e propria filiera a chilometro zero: produzione, trasporto e spaccio venivano svolte tutte intorno a Città di Castello. L’operazione non si chiude con questi arresti, l’attività investigativa proseguirà».
