di Francesca Marruco
«Bindella ha seguito il mio corso di inglese nel 2006. Mi ricordo che frequentava le lezioni dalle 19 alle 21. Ognuno era ibero di entrare e uscire praticamente quando voleva, visto che era un corso per adulti che pagavano. Se facevo un appello? No. Segnavo le presenze verso le 19.45 quando ormai più o meno tutti erano arrivati. Bindella normalmente arrivava puntuale, ma io non posso ricordare se lui quella sera era presente. Però posso dire che se l’ho segnato presente sicuramente c’era». Quella sera è il 16 novembre 2006, giorno in cui Sonia Marra scomparve per sempre dalla sua casa di Perugia.
Non ricordo La professoressa del corso di inglese, nonostante le molte sollecitazioni del pm Giuseppe Petrazzini, non è riuscita a ricordare qualcosa di più sulla effettiva presenza dell’ex guardia forestale Umberto Bindella accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. L’unica cosa che ha ripetuto è che se ha scritto così nel registro, deve essere andata in questo modo. La presenza o meno di Bindella all’istituto Capitini di Perugia quella sera è estremamente importante sia per l’accusa che per la difesa.
La versione Bindella dice di essere andato alla lezione d’inglese la sera in cui Sonia scomparve. Bindella risulta presente nel registro, esibito anche mercoledì mattina in aula. Ma l’accusa non crede a questa circostanza. Non del tutto almeno. Bindella potrebbe infatti essere arrivato tardi alla lezione, avendo tutto il tempo per far sparire Sonia.
Il giallo del registro E per dimostrare che la professoressa potrebbe aver involontariamente commesso un errore nel compilare il registro, l’ha portata a dire che i suoi registri erano inizialmente compilati a matita e poi a penna e che in qualche occasione sono emerse delle incongruenze. «In qualche occasione qualche alunno mi ha fatto correggere ciò che io avevo scritto. In genere persone segnate assenti che invece erano presenti. Ma Bindella non me lo ha mai chiesto». L’accusa allora chiede dove veniva custodito quel registro: «lo portavo sempre a casa con me- ha detto la docente – Non è mai stato a disposizione degli alunni senza che io lo sapessi». Per la difesa invece la lettura dei fatti è opposta: se risulta presente lo era.
L’agenzia immobiliare Dello stesso tenore la deposizione in aula della segretaria dell’agenzia immobiliare che aveva in gestione l’appartamento di Bindella di Santa Maria degli Angeli. Lui dice che quel 16 novembre era andato da lei insieme ai suoi genitori, ma lei, a sei anni di distanza non ricorda. A ridosso della scomparsa di Sonia confermò questa circostanza.
La fuga Infine sono stati sentiti anche i carabinieri di Marsciano che nel febbraio del 2010 cercarono Umberto, dopo che lui scappò di casa con intenti suicidi. Quel 26 febbraio di due anni fa i militari erano andati a casa di Bindella a notificargli la revoca del porto d’armi. Lui aveva consegnato loro una pistola e 50 cartucce regolarmente detenute. Poi, invece di andare in caserma a firmare il verbale, era sparito lasciando ai genitori una lettera in cui esternava intenti suicidi. Venne ritrovato due giorni dopo nella sua auto, in un bosco nei pressi di Casilina con dei lividi al collo. Ai carabinieri disse che aveva provato ad uccidersi senza riuscirci. Lo convinsero ad uscire dall’auto e tornò a casa sua.
Suicidio? I militari sentiti hanno riferito che la famiglia di Bindella, in un primo momento non voleva neanche denunciare la scomparsa del figlio e che il giorno dopo il suo ritrovamento tornò in caserma a puntualizzare che non aveva provato ad uccidersi. Perché nascondere un tentato suicidio? Per il motivo che poteva averlo portato a farlo? Si torna in udienza il primo marzo prossimo con la deposizione dell’altro imputato accusato di favoreggiamento.
