di Massimo Colonna
«C’è ancora tanta rabbia, da questa storia non se ne esce. David era amato da tutti, faceva del bene a tanti e tanti suoi amici oggi mi vengono a trovare ogni due settimane». Queste le parole di mamma Bruna, la mamma di David Raggi, il ragazzo ternano ucciso da Amine Aassoul, condannato a 30 anni in abbreviato, nella serata del 12 marzo 2015 a piazza dell’Olmo a Terni. La signora Bruna ha parlato per la prima volta in pubblico ospite di ‘Quinta colonna’, la trasmissione di Rete 4 andata in onda lunedì sera.
TUTTO SULL’OMICIDIO RAGGI
OMICIDIO RAGGI: L’EBOOK DI UMBRIA24
Tanta rabbia e beneficenza «Proviamo ancora tanta rabbia – ha spiegato la mamma di David, anche in riferimento alla questione del risarcimento che la famiglia sta portando avanti e che eventualmente donerà in beneficenza– anche perché non abbiamo ancora ricevuto le risposte che cerchiamo. Mi devono spiegare perché quel ragazzo (Aassoul, ndr) non era in carcere e si trovava ancora in Italia a piede libero, nonostante i suoi trascorsi. Inoltre non doveva nemmeno trovarsi in Umbria, perché doveva scontare pene nelle Marche».
I risvolti giudiziari «David – ha proseguito la signora Bruna – era benvoluto da tutti e faceva del bene a tanti anche grazie alla sua attività di pubblica assistenza. Ha lasciato un grande ricordo: anche oggi molti suoi amici mi vengono a trovare ogni due settimane per portarmi conforto. Sulla tomba di mio figlio vedo sempre tante persone, e io vado a trovarlo tutti i giorni». Sul fronte giudiziario l’avvocato Proietti ha fatto il punto sul ricorso presentato contro il governo per il fatto che l’assassino non doveva essere a piede libero e in Italia. «Questo resta l’aspetto prioritario – ha spiegato l’avvocato – ossia stabilire le responsabilità dei ministeri interessati. In più c’è la questione dei risarcimenti, che allo stato attuale vengono negati alla famiglia Raggi perché loro figlio guadagnava più di 11 e 500 euro e dunque non avrebbe diritto all’accesso al fondo previsto».
@tulhaidetto
