di Francesca Marruco
Nessuna lezione finita tragicamente per vendicare il figlio. Nessuna involontarietà nell’uccidere Alessandro Polizzi. Per la procura della Repubblica di Perugia, che lo scorso 23 settembre ha chiuso le indagini per Riccardo e Valerio Menenti, era tutto premeditato. Tanto che, nella capo d’imputazione relativo all’omicidio, il sostituto procuratore Antonella Duchini ai Menenti contesta anche l’aggravante della premeditazione, oltre che quella dei futili motivi e della crudeltà, «avendo infierito su Polizzi, già colpito dal colpo di arma da fuoco, colpendolo con numerosi colpi alla testa inflitti con uno svitabulloni metallico».
Le aggravanti Le stesse aggravanti la procura le contesta nell’accusa di tentato omicidio nei confronti di Julia Tosti, anche lei «colpita con ripetuti colpi al capo col medesimo attrezzo, non riuscendo nell’intento solo per l’intervento dei vicini che avevano udito dei rumori e le grida di aiuto della Tosti che lo costringevano a darsi alla fuga». Solo a Valerio poi vengono contestati i maltrattamenti nei confronti di Julia, «picchiata in diverse occasioni, minacciandola reiteratamente anche di morte e con armi, nonché per averla ingiuriata, inseguita con l’auto e averle danneggiato l’auto».
Nuovo interrogatorio? Valerio e Riccardo, si apprende dai loro legali, potrebbero chiedere di essere nuovamente interrogati dal pubblico ministero. Per cercare ancora una volta di scrollarsi di dosso quelle accuse pesanti come macigni che, accertamento dopo accertamento, la squadra mobile della questura di Perugia coordinata dal pm Antonella Duchini gli ha cucito addosso con la precisione di un abito su misura. Il pool difensivo di Riccardo e Valerio Menenti sta studiando se avanzare richiesta di interrogatorio al pubblico ministero Antonella Duchini.
La riflessione In realtà lo sta facendo già da qualche giorno, visto che l’avviso di conclusione delle indagini della procura della Repubblica di Perugia, datato 23 settembre, gli è stato notificato il 5 ottobre scorso. Gli avvocati Francesco Mattiangeli di Terni, Giuseppe Tiraboschi e Manuela Lupo di Roma, stanno anche valutando se far intraprendere strade processuali diverse ai loro assistiti. E possibile che a Riccardo, il cui Dna è stato trovato sul luogo del delitto, convenga un giudizio abbreviato, nella speranza di uno sconto di pena. La strada che prenderà Valerio Menenti invece è tutta da scrivere.
Il legale «Valerio è innocente. Dimostreremo – dice Mattiangeli – che la testimone che lo accusa è inattendibile e che lui non poteva uscire dall’ospedale nelle condizioni in cui era stato ridotto da Alessandro Polizzi». I Menenti sono pronti a giocarsi il tutto per tutto. Ma la procura non è da meno. E il sostituto procuratore Antonella Duchini arriva all’appuntamento con un’indagine granitica.
Julia studia Nelle quattro contestazioni che l’accusa rivolge loro c’è riassunta una notte folle e mesi di maltrattamenti, a cui Julia Tosti, scampata per miracolo all’omicidio, dovette sottostare dopo la fine della relazione con Valerio Menenti. Julia, aiutata dalla famiglia e dai legali Luca Maori e Donatella Donati, sta cercando di rifarsi una vita e adesso sta studiando per il diploma. Il processo, che la procura chiederà molto presto, potrebbe essere per lei un nuovo trauma. Intanto la prossima mossa sta alla difesa di padre e figlio.
