di Francesca Marruco
«Sono gia passati due anni e a me sembra ieri che è successo. Ancora guardo la situazione in terza persona perché guardandola in prima vorrebbe dire realizzare il tutto e ancora fa troppo male, ma allo stesso tempo mi sembra un eternità che non vedo Ale, anche se quotidianamente mi sembra di sentire la sua voce, la sua risata e vedere i suoi occhi dolci. E’ tutto un paradosso». A due anni esatti dall’omicidio di Alessandro Polizzi, Julia Tosti, che quella notte di sangue riuscì miracolosamente a salvarsi perché la pistola dell’assassino si inceppò, ripercorre quei tragici momenti e tramite Umbria24 vuole ricordare il suo guerriero.
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Mi disse che mi avrebbe protetta sempre «Alessandro – racconta Julia – era un persona buona che amava la vita e proteggeva in ogni circostanza le persone che gli stavano a cuore». E quella tragica sera, prima di mettersi a dormire «mi disse che mi avrebbe protetta sempre, che nessuno mi avrebbe più toccata e che voleva iniziare a fare una vita serena e tranquilla con me». «Prima di dormire quella notte ci siamo detti tante cose, tra cui che ci eravamo cambiati la vita a vicenda». Straziante il pensiero che pochissime ore dopo invece, sarebbe stato un freddo assassino a cambiare la loro, per sempre.
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FOTOGALLERY. OMICIDIO VIA RICCI
L’omicidio Poi il buio, il rumore, lo sparo e il sangue. Tanto sangue. Tutto quello che Julia non riesce a guardare ogni volta che in aula, per esigenze processuali, vengono mostrate quelle tremende immagini. Tutto quello che le ferite di Alessandro e Julia, attaccati dalla furia assassina di Riccardo Menenti, hanno lasciato in giro per il piccolo appartamento di via Ettore Ricci in cui i due giovani stavano iniziando una nuova vita insieme. E adesso, per quella matttanza, che non ha contato due morti solo perché la Beretta si è inceppata e non ha sparato anche contro Julia, Valerio e Riccardo Menenti rischiano di essere condannati dalla Corte d’Assise d’Appello di Perugia.
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In aula Lunedì prossimo il procuratore aggiunto Antonella Duchini inizierà la sua requisitoria che probabimente terminerà il due aprile. Poi è altamente probabile che entro la fine di aprile arrivi la sentenza di primo grado. Cosa direbbe Alessadro se fosse qui? Julia non ha dubbi: «Sicuramente se potesse dire qualcosa è che vorrebbe una condanna esemplare per tutto il male che hanno fatto, anche se questo male non potrà mai essere ripagato». E anche lei, in pratica accusata da Riccardo e Valerio di aver detto bugie sui maltrattamenti di Valerio e sulla dinamica omicidiaria, a questo proposito vuole solo dire: «Confido nella giustizia e spero che verrà fatta».
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Tutti lo ricorderanno sempre Julia, una vita tutta da vivere e un destino che l’ha già segnata profondamente, ha anche un altro pensiero che vuole condividere: «Alessandro non verrà mai dimenticato da nessuno perché vive nel cuore di ognuno di noi, ma con lui un pezzo di vita se n’è andata per sempre». E’ quella stessa vita che manca dagli occhi dei genitori e del fratello del giovane Alessandro, velati da una tristezza che non li lascerà mai più e che ad ogni udienza emerge prepotente sui loro volti.
