Riccardo e Valerio Menenti

di Fra. Mar.

Dopo il sopralluogo di lunedì mattina della polizia scientifica nell’appartamento di via Ricci, l’immobile è stato dissequestrato dalla procura di Perugia ed è stato restituito al padre di Julia Tosti, il proprietario della casa in cui la figlia ventenne ha rischiato seriamente di essere uccisa e si è salvata solo perché la pistola dell’assassino si è inceppata e i vicini, attirati dalle sue urla, hanno messo in fuga l’assassino.

Le ferite Ma era ferito anche lui, aveva un vistoso taglio in mezzo alla fronte e una ferita più modesta sul dito mignolo. Mentre scappava ha perso del sangue che poi è stato repertato e analizzato dalla polizia scientifica. Adesso Riccardo Menenti, in carcere dall’undici aprile scorso insieme al figlio Valerio con l’accusa di aver ucciso Alessandro Polizzi e di aver tentato di uccidere anche Julia Tosti, ha deciso di voler parlare con il pm Antonella Duchini.

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La perquisizione Che lunedì mattina, insieme agli uomini della squadra mobile di Marco Chiacchiera, è andata nel casolare di Frontignano di Todi di proprietà dei Menenti. Ed è proprio lì che i poliziotti hanno sequestrato dei cerotti in una scatola. Cerotti che Riccardo Menenti potrebbe aver utilizzato per fermare il sangue che gli usciva dalle ferite. E su cui potrebbe esserci qualche importante residuo da analizzare.

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In più Anche se, dopo l’individuazione del suo Dna su due tracce di sangue sulle scale del palazzo dell’omicidio e suo Dna anche sulla pistola usata per uccidere Alessandro, tutto quello che arriverà sarà solo un di più, su un’accusa già molto solida. Che adesso, più che nei confronti di Riccardo Menenti, deve misurarsi con la posizione di Valerio.

Valerio Il tatuatore 24enne è ritenuto il mandante dell’omicidio. Per gli inquirenti avrebbe concorso col padre nei delitti. In particolare gli investigatori ritengono che Valerio, al momento dell’omicidio ricoverato in ospedale per le ferite che gli aveva procurato Alessandro Polizzi, possa aver dato al padre la chiave del portone del palazzo. Ad essere sfondata infatti  è stata solo la porta dell’appartamento, il portone d’ingresso di vetro non aveva né forzature, né nulla.

Interrogatorio  Per chi indaga, quelle chiavi potrebbero essere passate di mano quando poco dopo le nove di sera, il padre di Valerio si reca in ospedale insieme alla moglie e vede il figlio per pochissimi minuti al piano terra. Inoltre, Valerio è stato sentito al telefono da un super testimone che gli mette in bocca frasi molto pesanti. Adesso che Riccardo non potrà più dire di non essere stato nella casa del delitto quella notte, è possibile che provi in qualche modo a salvare il figlio. Ammesso che dica la verità, sarà interessante vedere quanto credito viene dato ad una persona che in sede di interrogatorio di garanzia ha mentito spudoratamente, per coprire il vergognoso crimine di aver ucciso a colpi di pistola un ragazzo della stessa età del figlio.

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