Le tracce davanti alla casa del delitto

di Maurizio Troccoli, Ivano Porfiri e Francesca Marruco

Un’arma delitto lasciata sul luogo del delitto potrebbe essere un clamoroso autogol per l’assassino. Tanto più se è sporca di sangue. Come quella che il killer di Alessandro Polizzi ha lasciato sotto il tavolinetto della televisione nell’appartamento di via Ricci. Si spera che quel sangue, che probabilmente risulterà essere della vittima, abbia imprigionato tracce biologiche dell’assassino. Lo sperano i genitori di Alessandro e quelli di Julia, così come lo sperano gli investigatori che sono andati in prima persona a Roma- erano presenti il sostituto procuratore Antonella Duchini e il capo della mobile Marco Chiacchiera-  nei laboratori della polizia scientifica  giovedì mattina. E gli esperti di via Tuscolana stanno facendo di tutto per far parlare quell’arma.

Sangue e impronte sulla pistola Hanno iniziato dalla repertazione del sangue e delle tracce biologiche. L’ arma era vistosamente sporca di sangue. Sicuramente quello di Alessandro, ma, si spera sia mescolato con qualche traccia dell’assassino. Magari delle gocce di sudore. O delle cellule epiteliali. Potrebbe avere toccato quell’arma a mani nude prima di indossare i guanti, e aver lasciato la sua firma. Minuscole particelle di pelle che analizzate rimandanderebbero a qualcuno con nome e cognome. Gli esperti stanno anche cercando di far parlare la pistola con il cianoacrilato. Il reagente che serve per evidenziare impronte latenti. Ci vorranno 72 ore per sapere se c’è un’impronta che il killer può aver lasciato prima dell’assassinio. Intanto invece il numero di matricola dell’arma, non sarebbe abraso come sembrava in un primo momento, quindi i poliziotti potrebbero risalire all’origine dell’arma, molto vecchia e ripercorrerne tutti i passaggi che l’hanno portata in via Ettore Ricci nelle mani del killer di Polizzi.

Operazioni ‘irripetibili’ Quello iniziato giovedì mattina è stato un lungo lavoro di repertazione. Perché gli oggetti sequestrati dalla polizia nelle indagini dell’assassinio di Alessandro Polizzi, il 24enne ucciso la notte tra il 25 e il 26 marzo in via Ricci, a Perugia,  potrebbero essere fondamentali per dare un nome e un volto al killer. Sono durate sei ore le operazioni ‘irripetibili’ alla presenza dei consulenti di parte nei laboratori della polizia scientifica di Roma.

IL GIORNO DEL DELITTO: FOTOGALLERY – VIDEO

La repertazione I lavori nella sede di via Tuscolana sono inziati puntuali alle 9 e sono andati avanti fino alle 15 alla presenza dei consulenti di parte. Dietro il vetro gli esperti del rilevamento tracce della polizia di Stato. Ad osservare da fuori l’oblò i legali e gli esperti nominati dalle parti. In particolare, per la parte balistica la difesa dei due indagati, Valerio e Riccardo Menenti, ha nominato il professor Martino Farneti (nel suo passato il maxi processo di Palermo e il caso della ‘Uno bianca’), mentre la famiglia di Julia Tosti, assistita dall’avvocato Luca Maori, ha nominato il luogotenente dei carabinieri Mario Fringuello.

FOTOGALLERY: L’ULTIMO ABBRACCIO AL «GUERRIERO»

A caccia del dna Il lavoro svolto, ha riguardato principalmente la catalogazione dei reperti sequestrati, che sono stati fotografati, prima di procedere al prelievo per gli esami genetici e improntologici. Tra questi la pistola, arma del delitto, ma anche fazzolettini sporchi di sangue che il killer avrebbe abbandonato fuori dal palazzo mentre fuggiva che potrebbero racchiudere informazioni utilissime. Lenzuola e federe, mutande delle vittime, abiti di vittime e indagati, e anche piumini- Julia ha detto che l’assassino indossava un giubbotto nero – invece non sono neanche stati aperti. Avverrà nei prossimi giorni. Intanto gli esperti della scientifica cercheranno di estrarre il dna del killer da questi primi oggeti e reperti catalogati. I fazzolettini, in particolare, che sono stati raccolti nel percorso di fuga dell’assassino, potrebbero essere fondamentali.

VIDEO: I TESTIMONI – IL LEGALE DI JULIA

LA PERQUISIZIONE A CASA MENENTI: FOTOGALLERY – VIDEO

Risultati in 48-72 ore I consulenti sono rimasti favorevolmente colpiti dalla professionalità degli esperti della scientifica e dalla metodica adoperata. Il professor Farneti, non commentando il merito degli esami svolti, sottolinea la «grande fiducia e ottimismo nel lavoro degli esperti». Il lavoro proseguirà senza la presenza dei consulenti nei prossimi giorni con gli accertamenti ‘ripetibili’, cioè quelli che porteranno a una relazione tecnica, che verrà inviata al magistrato e alle parti. I primi risultati sulle impronte potrebbero arrivare già nelle prossime 48-72 ore. Gli inquirenti si attendono risposte importati da questi esami: sulle impronte latenti, ma anche balistici e soprattutto genetici: in questi reperti potrebbe esserci la firma dell’assassino.

INTERVISTE VIDEO: IL PADRE DI JULIA – LA MADRE – IL FRATELLO

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.