di Francesca Marruco

Voleva uccidere tutti e due Julia che è sicura che l’assassino non cercasse solo lei o solo Alessandro. E’ sicura che quell’uomo entrato sfondando la porta del suo appartamento di via Ricci nel cuore della notte col volto coperto da un sottocasco  e una pistola in mano volesse farli fuori entrambi. «Di questo Julia è certa» dice l’avvocato Luca Maori che assiste la famiglia Tosti. Le parole di Julia sono importanti. Sono fondamentali per dare un volto e un nome all’assassino in questa brutta storia di vendetta e sangue.

IL GIORNO DEL DELITTO: FOTOGALLERY – VIDEO

La furia Perché l’assassinio di un giovane 24enne ammazzato nel corso di quella che sembra essere una vera e propria esecuzione, deve essere per forza una vendetta. Non si entra in un palazzo di un quartiere molto popoloso, in piena notte, buttando giù la porta a calci, rischiando di essere scoperti, se non si è fuori di sé. Chi ha ucciso Alessandro Polizzi e provato a fare lo stesso con Julia Tosti era mosso da una furia cieca. Tanto che anche quando Alessandro cade a terra e sta soffocando nel suo stesso sangue continua a infierire su di lui colpendolo ripetutamente, cinque sei volte stabilirà l’autopsia, alla testa.

Quale torto? Ma quale torto può armare un’esecuzione tanto tremenda? Può essere la ritorsione per quale sgarro? Alessandro era uno che menava le mani, e, sembrerebbe non solo con Valerio Menenti, l’ex fidanzato di Julia Tosti finito indagato insieme al padre Riccardo. Sia in palestra che fuori Alessandro era uno che non le mandava a dire. E chissà che non abbia detto o fatto troppo. E che qualcuno abbia deciso di punirlo per questo. Per ora però le indagini coordinate dal pubblico ministero Antonella Duchini hanno preso una direzione ben precisa: quella dell’ex fidanzato di Julia e del padre.

LA FIACCOLATA: VIDEO – FOTOGALLERY

Gli indagati respingono accuse Valerio e Riccardo Menenti respingono le accuse che gli vengono mosse e si professano innocenti ed estranei a questo terribile delitto. Valerio dice che la notte dell’omicidio era in ospedale dove ha dormito tutta la notte sotto sedativi. Mentre il padre sostiene di aver dormito insieme alla moglie nella loro abitazione di Todi, attualmente sequestrata dalla polizia. Così come lo sono le loro automobili e la motocicletta di Valerio che la polizia ha analizzato a lungo mercoledì sera. 

Perquisizioni e sequestri L’assassino ha colpito i due ragazzi con un attrezzo. Forse una chiave inglese, o una spranga. E l’assassino ha calpestato il sangue di Alessandro. E’ quanto mai evidente cosa polizia e scientifica cercassero nelle abitazioni e nei mezzi di trasporto dei Menenti. Per questo gli accertamenti scientifici, che nelle prossime ore potrebbero già dare qualche prima risposta, sono fondamentali. Come lo sono gli altri accertamenti sui telefoni e sulle telecamere.

LA PERQUISIZIONE: FOTOGALLERY – VIDEO

Telefoni e telecamere Sono molti i filmati che gli investigatori della mobile guidati da Marco Chiacchiera stanno vagliando in queste ore. Ci sono quelli dell’ospedale di Perugia. Ovviamente la parola di Valerio che dice di essere rimasto a dormire nel suo letto non basta. Si deve verificare. Come si spera di trovare fotogrammi utili nelle immagini delle telecamere di sorveglianza della caserma della guardia di finanza acquisite subito dopo l’omicidio. La polizia poi ha anche preso le riprese delle telecamere dell’edicola che si trova nei pressi di via Ricci, in cui venerdì pomeriggio c’è stata un’altra rissa in cui un magrebino è rimasto ferito con una coltellata al petto.

INTERVISTA A VALERIO MENENTI DI ‘CHI L’HA VISTO?’

Funerali Intanto per sabato mattina, dopo il nulla osta del magistrato Antonella Duchini, è stato fissato il funerale di Alessandro. Che si svolgerà nella chiesa parrocchiale di Ponte San Giovanni in forma privata. La famiglia fa infatti sapere che non saranno ammesse telecamere né macchine fotografiche dentro la chiesa. A porgere l’estremo saluto al guerriero ci sarà anche Julia, che dopo essere uscita dall’ospedale sul profilo Facebook ha scritto: «Amore mi dicevi sempre che dovevo tirare fuori il carattere perché ero troppo fragile. Ma ora tirerò fuori tutta la forza che è dentro di me per renderti giustizia. Amore, ora sono io la tua guerriera e tu combatterai sempre al mio fianco. Nessuno ci dividerà mai, lo dicevamo sempre, eravamo perfetti insieme e sempre sarà. Abbiamo combattuto e continueremo a farlo mano nella mano».

INTERVISTE VIDEO: IL PADRE DI JULIA – LA MADRE – IL FRATELLO

VIDEO: I TESTIMONI – IL LEGALE DI JULIA

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