C’era addirittura Raffaele Sollecito in prima fila per la presentazione del libro ‘Reperto 36’ di Alvaro e Luca Fiorucci. Sollecito, accompagnato dal padre Francesco, seduto vicino all’avvocato di Amanda Knox Luciano Ghirga e poco distante dal pm Giuliano Mignini e dall’avvocato di Rudy Guede Nicodemo Gentile, ha anche preso la parola chiendendo perché all’epoca dei fatti analizzarono solo i suoi coltelli e non altri.
Presentazione A presentare il nuovo libro del caporedattore del Tgr Umbria Alvaro Fiorucci, stavolta affiancato dal figlio giornalista, che si occupa di cronaca nera per Il giornale dell’Umbria e ha seguito il caso fin dal primo giorno, c’era la conduttrice di punta del Tg1 Emma D’Aquino. Il libro ‘Reperto 36’, nome con cui venne catalogato il coltello ritenuto l’arma del delitto, «non è il romanzo di un omicidio, né un’inchiesta parallela volta a portare nuova luce sui fatti e sulla loro concatenazione. Reperto 36 è il racconto di un efferato delitto, quello della giovane studentessa inglese Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nella notte tra il 1° e il 2 novembre 2007, ricostruito attraverso le parole delle carte processuali e delle diverse, opposte, letture dei giudici che si sono alternati nei vari gradi di giudizio. Dopo il delitto, non solo le vite dei protagonisti implicati nei fatti si stravolgono, ma è l’intera città di Perugia a scontare delle colpe che non sono una sua esclusiva, ma sono conseguenza e specchio delle condizioni di un’intera società.Il travagliato iter giudiziario del «caso Meredith» – che per ben otto anni ha tenuto sospesa l’attesa di una platea mondiale virtualmente rinchiusa nelle aule di giustizia, nelle quali si è formata la verità processuale – proprio per il modo diretto e approfondito con cui gli autori scelgono di affrontarlo, offre al lettore la possibilità di aprire una riflessione sul tema della giustizia in Italia, della sua amministrazione, dei suoi tempi, della sua organizzazione; ma, ugualmente, gli porge interrogativi altrettanto dirompenti sul potere che, nell’odierna società globalmente connessa, i mass media possono avere nell’influenzare i comportamenti di tutti. Nessuno escluso».
