di Fra. Mar.
«Nella sentenza impugnata non vi è mai una ricerca o valutazione di ipotesi differenti dalla colpevolezza della Knox. Nessuno sforzo di indagine o argomentativo si è svolto su questo indirizzo. La Corte di legittimità aveva rimesso al merito per esaminare se ricorressero eventuali soluzioni alternative», invece, scrivono gli avvocati Carlo Dalla Vedova e Luciano Ghirga nel ricorso appena depositato in Cassazione per chiedere l’annullamento della sentenza di condanna a 28 anni di carcere emessa dalla Corte D’Assise d’Appello di Firenze, dopo che la Cassazione aveva annullato la sentenza d’assoluzione emessa in secondo grado a Perugia, «si è di fatto operata una scelta selettiva di indizi e di prove, trascurando quelle di diversa e opposta valenza. Soluzioni contrarie alla colpevolezza della Knox – scrivono i legali nel ricorso – non sono state esaminate anche in presenza di robuste argomentazioni contrarie illustrate dalla difesa e della sentenza di assoluzione della Corte di Assise di Perugia».
Il ricorso Gli avvocati, nelle 118 pagine depositate alla Suprema Corte, chiedono e confidano, «che la Corte voglia rettificare il gravissimo errore giudiziario in cui è incorso il Giudice del rinvio, così da permettere all’imputata Amanda Marie Knox di riprendere una vita normale e costruttiva». Per gli avvocati, la Corte di Firenze ha «chiaramente» violato le due disposizioni imperative: quella dell’esame di tutto il complesso probatorio e quella della valutazione degli indizi individualmente per accertarne precipuamente la loro «precisione» e quindi la loro concordanza per verificare se sussista la certezza della responsabilità dell’imputato «aldilà di ogni ragionevole dubbio».
Probabilità Per gli avvocati Ghirga e Dalla Vedova, «la sentenza impugnata tuttavia non indica, ne ha accertato nemmeno una prova diretta o storica a carico della Knox, che provi la sua assunta colpevolezza e ciò ovviamente perché tale prova non esiste. Parimenti rilevante è la costante incertezza dei principi di indizi esaminati. Tutti i dati sono connotati da indici di probabilità, di confronto, di utilizzazione per esclusione e non per accertare e ciò connota una carenza del requisito di precisione». I due ex fidanzati Amanda Knox e Raffaele Sollecito si sono sempre detti innocenti. Per loro, la nuova udienza dinanzi alla Cassazione potrebbe essere fissata tra fine anno e l’inizio del nuovo.
Errori documentati «E’ un ricorso nel quale crediamo moltissimo quello depositato in Cassazione perché i numerosissimi errori che c’erano nella sentenza della Corte d’Assise d’Appello sono stati tutti evidenziati e documentati, quindi è venuto fuori un ricorso molto consistente». Lo ha sostenuto l’avvocato Giulia Bongiorno, che insieme a Luca Maori, ha redatto e depositato in Cassazione un voluminoso ricorso per chiedere l’annullamento della sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Firenze nei confronti di Raffaele Sollecito.
Sezioni unite «Il ricorso è particolarmente voluminoso proprio perché abbiamo passato in rassegna molti errori contenuti in sentenza. Abbiamo anche chiesto il pronunciamento delle sezioni unite perché alcune questioni sono troppo dibattute. Sono fermamente convinta – conclude la Bongiorno – che gli errori sono documentabili per tabulas, quindi confido molto nel ricorso».In particolare, i legali chiedono che siano le Sezioni unite della Cassazione a dover chiarire «sulla base di quali parametri si possa ritenere che un accertamento tecnico abbia validità di prova o indizio». E chiedono l’intervento delle Sezioni unite perché, come scritto nel ricorso, «alcuni aspetti potrebbero dar luogo ad un contratto giurisprudenziale» . Per l’avvocato Luca Maori, la corte di rinvio avrebbe «travisato i principi dettati dalla Cassazione e commesso grandissimi errori di valutazione del fatto».
