C’è sgomento tra i lavoratori per le due impiegate Margherita Peccati e Daniela Crispolti barbaramente uccise negli uffici della Regione Umbria, al Broletto, dal 43enne Andrea Zampi.
Rsu: presidio al Broletto La Rsu e le organizzazione sindacali dei dipendenti della Giunta regionale esprimono la propria vicinanza ai familiari delle vittime del tragico fatto di sangue avvenuto negli uffici regionali invitando tutti a partecipare giovedì mattina al presidio che si terrà in piazza del Bacio dalle 8 alle 10. «Pur senza avere elementi precisi sulla dinamica di quanto accaduto – scrive la Rsu – non si può fare a meno di evidenziare la gravità del fatto che ha coinvolto due lavoratrici che in una normale mattina di inizio marzo, all’interno di un ufficio pubblico e nello svolgimento del proprio lavoro hanno perso la vita. Sicuramente alla base di tutto ciò non può esserci che la follia, ma sarebbe comunque utile cercare di capire quanto la disperazione, conseguenza di questa crisi dirompente e lunghissima, ha contato sulla decisione maturata. Così come andrebbe analizzata fino in fondo l’influenza che i continui attacchi denigratori, di cui in questi ultimi anni sono stati oggetto i lavoratori pubblici, abbiano avuto nella decisione di porre fine, oltre che alla sua, alla vita di due lavoratrici che svolgevano il proprio lavoro per un compenso di poco superiori ai mille euro al mese».
Le reazioni dei vertici istituzionali
Venerdì sciopero generale Intanto Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria proclamano per venerdì 8 marzo lo sciopero generale regionale che avrà la durata di mezz’ora, da svolgersi, in coincidenza con l’orario della tragedia, cioè tra le 12,30 e le 13. I sindacati «si stringono attorno ai familiari e ai colleghi delle due lavoratrici uccise e ribadiscono – pur senza stabilire un rapporto meccanico con questo gesto di follia – l’esigenza di contrastare il crescente clima di criminalizzazione del lavoro pubblico, mettendo al contempo in atto tutte le azioni possibili e necessarie, per combattere gli effetti devastanti della crisi economica e arginare il clima di tensione montante nel paese».
Cgil: stop criminalizzazione lavoro pubblico «Oggi una tragedia inaccettabile si è abbattuta sul lavoro pubblico. Due lavoratrici, due donne, di cui una giovane e precaria, sono rimaste vittime di un folle gesto di violenza perpetrato da un uomo, poi suicidatosi, che dalle prime informazioni risulta essere un imprenditore perugino del settore della formazione». Lo affermano il segretario regionale della Cgil Umbria, Mario Bravi, e il segretario della Fp-Cgil, Vanda Scarpelli. «Nello stringerci attorno ai familiari delle due lavoratrici uccise – proseguono -, pur senza stabilire un rapporto meccanico con questo gesto di follia, ribadiamo l’esigenza di contrastare il crescente clima di criminalizzazione del lavoro pubblico, mettendo al contempo in atto tutte le azioni possibili e necessarie per combattere gli effetti sociali devastanti della crisi economica e arginare il clima di tensione montante nel Paese».
