di Francesca Marruco
Concorso colposo in omicidio. E’ questa l’ipotesi di reato con cui il medico di base e i due funzionari della questura sono stati iscritti nel resgistro degli indagati dalla procura della Repubblica di Perugia nell’ambito degli accertamenti sul rilascio del porto d’armi per uso sportivo ad Andrea Zampi, l’imprenditore 43enne che mercoledì scorso ha ucciSo a pistolettate le due impiegate della Regione Umbria Margherita Peccati e Daniela Crispolti.
Un ruolo per il rilascio Il medico di base e i due funzionari della questura sono finiti iscritti nel registro degli indagati perché si sono occupati in prima persona della pratica con cui poi alla fine, Zampi è tornato in possesso di un’arma. Il medico di base che gli ha redatto il certificato di idoneità, il funzionario che ha istruito la pratica e quello che l’ha firmata. Ognuno di loro potrebbe avere dunque, in ipotesi, secondo la procura, una responsabilità, non dolosa, per la tragedia che si è consumata negli uffici del Broletto che è costata la vita a Daniela e Margherita.
Il presidente del Tar Intanto il presidente del Tar dell’Umbria Cesare Lamberti nei giorni scorsi al Giornale dell’Umbria, ha spiegato però che il problema è un grosso vuoto normativo. «Se nella domanda viene tenuto nascosto qualche documento rilevante – ha detto -, l’autorità di pubblica sicurezza non è tenuta a cercarli. Se nel materiale cartaceo non c’è nulla di strano, il permesso deve essere rilasciato. La nuova richiesta purtroppo ha seguito le regole previste dalla legge che non prevede una ricerca a ritroso nei precedenti. Nella domanda non sono stati ravvisati elementi che lasciassero pensare ad un abuso dell’arma»
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I funerali di Daniela E Daniela è stata già sepolta nel cimitero vecchio di Todi. I suoi famigliari hanno scelto per lei una cerimonia ‘privata’, che si è svolta sabato pomeriggio a Todi. Lacrime, dolore e tanta dignità. La piccola chiesa di Pian di Porto, non riusciva a contenere le tante persone che hanno voluto dare l’ultimo saluto a Daniela Crispolti, la 46enne uccisa a colpi di pistola nel suo ufficio insieme alla collega Margherita Peccati da Andrea Zampi, l’imprenditore 43enne che poi si è suicidato.
Il dolore di una mamma Mamma Luciana è arrivata in chiesa sorretta dal marito e dal figlio. Il volto scavato dal dolore di chi non ha più lacrime da piangere. Lo sguardo inconsolabile di una mamma che deve sopravvivere a una figlia ammazzata in maniera tanto brutale e assurda. La famiglia di Daniela ha scelto di celebrare il suo funerale a Todi, nella chiesetta tra i campi, a Pian di Porto. Nella chiesa che Daniela amava.
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I colleghi La salma è arrivata pochi minuti prima delle 16 direttamente dall’obitorio dell’ospedale di Perugia. E’ stata accolta da un lungo applauso e dalle tante lacrime di amici, parenti e colleghi. Le stesse facce che mercoledì mattina sono uscite terrorizzate dal palazzo del Broletto, sabato pomeriggio erano a Todi per dare l’estremo saluto a Daniela. Quegli uomini e quelle donne che hanno vissuto insieme a lei quei momenti di terrore sono venuti a renderle omaggio per l’ultima volta.
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Autorità Come loro anche molte autorità hanno voluto presenziare alla celebrazione: c’era il prefetto Vincenzo Cardellicchio e la presidente della Regione Catiuscia Marini, che di Daniela era stata anche compagna di scuola. C’erano il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali e quello di Todi Carlo Rossini. C’erano molti assessori regionali, provinciali e comunali. Ma anche ufficiali del comando provinciale dell’Arma di Perugia e dirigenti della questura. Molti carabinieri, poliziotti e finanzieri.
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L’omelia Don Ferdinando, parroco da tantissimi anni della frazione tuderte, ha accolto i genitori e il fratello di Daniela abbracciandoli. Prima di iniziare la messa ha detto di volerli «stringere al cuore per aiutarli in questo terribile dolore». Nell’omelia ha parlato di «strazio» e dolore pesante come «una cappa di piombo». «Affidiamo mamma Luciana alla Madonna – ha detto poi il sacerdote riferendosi alla mamma di Daniela – che ha vissuto un dolore grande pari al suo, quello della perdita di un figlio».
Identikit: L’ASSASSINO – LE DUE VITTIME
La lettera dei parenti Al termine della celebrazione religiosa, una parente di Daniela ha voluto leggere una lettera: «Daniela- ha detto – da qualche giorno sei diventata un angelo. Oggi siamo qui a darti un ultimo abbraccio. Noi vogliamo ricordare com’eri: eri solare, una lavoratrice che si era realizzata da sola, eri amata e stimata. Ti ricorderemo sempre per i tanti momenti trascorsi insieme che portiamo tutti nella memoria e nei cuori. Oggi ci sconforta solo l’ idea che tu da lassù possa darci la forza per superare questo dolore, che da lassù ci proteggerai. Ti abbracciamo forte». Lo stesso lungo applauso che l’ha accolta in chiesa, le è stato riservato anche alla fine, in un lungo, infinito, ideale abbraccio delle tante persone che le volevano bene.
Lutto cittadino Le stesse persone che domenica andranno ai funerali di Margherita fissati per le 14.30 nel santuario di Canoscio. Per lunedì prossimo il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali ha proclamato un giorno di lutto cittadino. Non è noto invece ancora quando verranno celebrati i funerali dell’assassino suicida Andrea Zampi.
Le autopsie Anche la sua salma è stata restituita ai famigliari sabato pomeriggio dopo le autopsie effettuate dalla dottoressa Laura Paglicci Reattelli che hanno evidenziato la ferocia con cui l’imprenditore ha colpito le due impiegate: tre colpi di pistola ciascuna, alla testa, alla gola, e al torace. Una vera a propria esecuzione. Che l’imprenditore ha messo in atto perché riteneva quelle donne responsabili di qualcosa. E perché nelle mani impugnava una semiautomatica comprata grazie ad un porto d’armi per uso sportivo che gli era stato rilasciato sei mesi fa.
