La figlia e il nipote di Olga

di Francesca Marruco

Forse Olga Dunina sarebbe tornata per sempre in Ucraina. Una settimana dopo essere stata uccisa dal marito Giovanni Miceli sarebbe partita alla volta di casa sua, per andare ad abbracciare la figlia Elena, l’altro figlio, affetto da una malattia,  il nipote e il fratello. E invece sono stati proprio la figlia e il nipote a venire in Italia, a Perugia, per la prima volta da quando la loro cara era arrivata in Umbria in cerca di un lavoro che le permettesse di mandare soldi in patria, a fare il viaggio al contrario. Sono arrivati martedì mattina e mercoledì mattina molto probabilmente incontreranno l’uomo che ha ucciso Olga.

«Il primo motivo per cui sono venuta qui – dice la figlia Elena intervistata nello studio dei suoi legali Nicodemo Gentile e Antonio Cozza –  è per incontrarlo e per vederlo». Elena, occhi azzurri e una dignità che nasconde un dolore immenso, non sa spiegare perché sia accaduta una cosa tanto drammatica a sua madre.  «Io vorrei chiederlo a Giovanni cosa è successo – dice, tradotta da un’interprete che era anche una cara amica di Olga -. Io non ho idea per quale motivo è successo tutto questo.  Mamma diceva che andava sempre tutto bene, che era tutto normale. Non ha mai detto niente di quello che le succedeva, diceva che lui era un po’ nervoso, però niente di grave. Non ci ha mai ha detto che lei era in pericolo di vita. Non abbiamo mai saputo che lui la picchiava».

Quanto alla versione che Giovanni Miceli, arrestato lo scorso agosto dai carabinieri di Perugia dopo oltre un mese di latitanza, ha dato, Elena le bolla come «tante bugie» perché «Olga non era una persona maleducata, era una persona educatissima». «Gli ultimi sei anni ha perso la sua vita con quel disgraziato, mentre poteva fare una vita più bella e più tranquilla», si sfoga ancora.  Elena e il figlio sanno che Giovanni Miceli, che il 16 giugno scorso ha ammazzato la moglie Olga Dunina e poi l’ha abbandonata in uno scatolone a ridosso della ferrovia di Spello, potrebbe non essere condannato all’ergastolo, invirtù della scelta del rito abbreviato. «E comunque – dice ancora Elena . anche quando finisse in galera per tutta la vita, lui resta  vivo».

A parlare è anche l’amica di Olga Dunina, ed è lei a dire che «sapevo che Miceli non era cosi come si presenta, pero lei non dava retta, era agitato. Io le ho detto tante volte che lo doveva lasciare, e non trovo una spiegazione per cui lei stava con lui. Prima di mettersi con lui era bellissima, era sempre ben vestita fino a quando non ha incontrato lui, dopo è cambiato tutto».

Mercoledì mattina Giovanni Miceli comparirà davanti al gup Claudiani. Per lui il pubblico ministero Mario Formisano potrebbe comunque chiedere la pena dell’ergastolo vista la gravità del gesto e le aggravanti che lo caratterizzano da un punto di vista penale. L’avrà uccisa perché lei pensava di andarsene e di lasciarlo?

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