di Francesca Marruco
L’impressione è che la svolta sia molto vicina. E che l’assassino di Alessandro Polizzi abbia le ore contate. Gli uomini della squadra mobile di Marco Chiacchiera lavorano incessantemente da dieci giorni. Guidati dal pubblico ministero Antonella Duchini, sentono e risentono testimoni, incrociano dati e guardano filmati. Perché si deve fare presto. Perché c’è una sopravvissuta in giro con colui che voleva ucciderla a piede libero.
IL GIORNO DEL DELITTO: FOTOGALLERY – VIDEO
La ragazza interrogata di nuovo Julia Tosti, che quotidianamente urla il suo dolore sulla pagina Facebook del fidanzato ucciso, giovedì è stata nuovamente ascoltata dagli inquirenti. «Per chiarire alcuni particolari – spiega l’avvocato che la segue Luca Maori-. Particolari utili all’indagine». E quei particolari, che la giovane ha chiarito mentre a Roma nei laboratori di via Tuscolana si analizzavano tracce di sangue del luogo del delitto, potrebbero essere decisivi.
FOTOGALLERY: L’ULTIMO ABBRACCIO AL «GUERRIERO»
I messaggi di Julia «Dammela te la forza ti prego», ha scritto Julia giovedì pomeriggio. Mentre è di venerdì mattina il lungo sfogo della giovane Julia che al ragazzo ucciso scrive .«Ti amo mi manchi tanto….è tutto senza senso…mi alzo la mattina e non riesco a trovare una motivazione x farlo….tu che mi avevi ridato il sorriso….te che mi hai riempito il cuore…te che sei stato l’unico a capirmi ed accettarmi per quello che sono…te che sei stato l’unico in soli 3 mesi a tirare fuori solo e solamente il meglio di me cristo quanto mi manchi…ti voglio qui con me….!».
VIDEO: I TESTIMONI – IL LEGALE DI JULIA
Il rapporto con Valerio Anche al funerale Julia ha detto che Alessandro le aveva ridato il sorriso. Mentre sono state le sue amiche a dire che con Alessandro era rinata dopo il rapporto travagliato con Valerio Menenti, finito indagato per omicidio pluriaggravato insieme al padre Riccardo. Amici e amiche di Julia e Alessandro dicono che Valerio la picchiava e che lo aveva fatto anche dopo la fine del loro rapporto. Ma lui nega. Lo fa in interviste scritte e lo fa in televisione. «Non ci sono referti medici, non c’è niente che lo dimostri» ha detto Menenti a Rai Uno, «Io non avevo più niente a che fare con lei da mesi». Poco più di due mesi. Era il 19 gennaio quando le scriveva ancora Ti amo nella bacheca del profilo Facebook.
LA PERQUISIZIONE A CASA MENENTI: FOTOGALLERY – VIDEO
La difesa «I miei assistiti non c’entrano nulla- ha detto l’avvocato Luca Patalini- e quello che verrà fuori da questi accertamenti scientifici non potrà che esserci utile perché dimostrerà la loro estraneità». Estraneità che l’avvocato sta cercando di dimostrare anche con apposite indagini difensive che sta portando avanti. Estraneità in cui crede ciecamente perché conosce la famiglia Menenti da molti anni. Come ci credono le tantissime persone che in questi giorni stanno esternando la loro solidarietà a Valerio.
INTERVISTE VIDEO: IL PADRE DI JULIA – LA MADRE – IL FRATELLO
Indagini a 360 gradi Dalla questura, sin dal primo giorno, il mantra è sempre lo stesso: si indaga a 360 gradi. Non solo su Valerio e Riccardo Menenti dunque. Si scava è ovvio nella vita di Alessandro e Julia, soprattutto nella loro vita notturna. Movimentata come quella di ogni ventenne. Forse un po’ troppo nel caso specifico. Nessuno dei protagonisti di questa brutta vicenda è sconosciuto agli ambienti dei locali notturni, delle risse nei parcheggi, della tirata di droga per scaldare la serata. E allora forse, non c’era solo Valerio ad avercela con Alessandro Polizzi.
Chi era l’obiettivo? Sempre che il vero obiettivo fosse lui, o entrambi, e non solo Julia. Che Alessandro dormisse a casa della fidanzata infatti non era una cosa scontata. Succedeva spesso. Negli ultimi due mesi, da quando cioè stavano insieme, Alessandro aveva passato spesso le sue notti in via Ricci. Ma lì c’era sicuramente Julia. L’assassino chi cercava realmente? Alessandro è stato solo un ostacolo? O magari invece si è accertato che ci fossero entrambi prima di entrare in azione. Una cosa è certa: chi li ha uccisi conosceva quei luoghi. C’è da scommettere che la polizia abbia già scovato tutti quelli che sono entrati in quella casa. Adesso non resta che attendere. Che i pezzi del puzzle diano una figura netta.
