A uccidere Hekuran Cumani, il 23enne di Fabriano accoltellato nelle prime ore di sabato scorso nel parcheggio del Dipartimento di Matematica, a Perugia, è stata una sola coltellata che ha trafitto il cuore e poi il polmone. È quanto emerso mercoledì pomeriggio dall’autopsia svolta a Perugia sul corpo del ragazzo, arrivato sabato in città per trascorrere una serata insieme agli amici. In particolare, secondo quanto emerso nel corso dell’esame autoptico, la ferita mortale è compatibile con quella inferta da una lama lunga almeno 10 centimetri; probabilmente un coltello da cucina. Sul corpo del 23enne poi non ci sono ecchimosi o altri segni di colluttazione. La coltellata fatale colpendo cuore e uno dei polmoni lo ha ucciso nel giro di pochissimo tempo.
Intanto la Procura mercoledì mattina ha conferito gli incarichi ai consulenti per procedere con una serie di accertamenti irripetibili nell’ambito delle indagini. In particolare, alle genetiste forensi Eugenia Carnevali e Simona Severini il sostituto procuratore Gemma Miliani ha indicato una serie di reperti che sono stati sequestrati nelle prime ore dell’indagini e sui quali le professioniste del Laboratorio di scienze forensi dell’azienda ospedaliera di Terni dovranno cercare eventuali presenze di Dna e o altre tracce biologiche. In particolare, si tratta di un pantalone di tuta e di un giaccone del 21enne italiano di origini tunisine iscritto martedì pomeriggio nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio volontario. Gli inquirenti sono quindi alla ricerca di prove per corroborare l’ipotesi investigativa fin qui emersa, ovvero che a sferrare la coltellata letale a Cumani sia stato il 21enne.
Analoghi accertamenti sono stati disposti su due tappetini di automobili, sul coltello sequestrato dagli inquirenti, che però non dovrebbe essere l’arma del delitto, e su un paio di scarpe. Alla ricerca del Dna si affianca il lavoro dei medici legali. La Procura di Perugia per l’autopsia ha nominato Annamaria Verdelli e Massimo Lancia; a seguirli anche il collega Sergio Scalise, che è invece consulente della difesa del 21enne indagato per omicidio. Disposti, inoltre, anche accertamenti sulle ferite riportate dal fratello di Hekuran Cumani, che sarebbero compatibili con armi da taglio e c’è quindi da capire se possano essere state inflitte col coltello nelle mani degli inquirenti.
