La polizia scientifica entra in casa dell'ex di Julia

di Ivano Porfiri,  Maurizio Troccoli e Francesca Marruco

«Noi non ci stiamo a passare da vittime a carnefici». Poche parole, da parte della madre del 26enne ex fidanzato di Julia Tosti. Non ci stanno ad essere tirati dentro la vicenda dell’omicidio di via Ricci, in cui è stato ucciso Alessandro Polizzi da un killer incappucciato la notte tra lunedì e martedì. Ma è quasi naturale che lo siano, non fosse altro perché appena venerdì scorso Polizzi aveva avuto una violenta lite con l’ex di Julia, tanto da causargli la frattura del setto nasale.

LA PERQUISIZIONE: FOTOGALLERY – VIDEO

Dimesso dall’ospedale Il 26enne, che era ricoverato in ospedale la notte del delitto (anche se la polizia sta esaminando i filmati delle telecamere a circuito chiuso del Santa Maria della Misericordia), è stato dimesso mercoledì mattina. Non è chiaro se si trovi nella sua abitazione di Ponte San Giovanni, dove ha anche uno studio da tatuatore, o nell’altra residenza di famiglia a Todi. Quel che è lampante invece è che la polizia ha perquisito entrambe le abotazioni, lo studio di tatuaggi e in serata anche un’autovettura e una moto di proprietà del ragazzo.

INTERVISTA ALL’EX DI JULIA DI ‘CHI L’HA VISTO?’

«Non so cosa è successo» L’ex ragazzo di Julia, intervistato dalla trasmissione Chi l’ha Visto? in una telefonata avvenuta martedì pomeriggio, diceva di essere appena uscito dalla sala operatoria e di trovarsi in ospedale, già da quattro – cinque giorni. Di non sapere cosa fosse successo pur puntualizzando di non entrarci niente.

Il rapporto con Julia  Conferma le perquisizioni anche la madre del ragazzo. Che ha anche cose da dire sul rapporto tra suo figlio e Julia: «Lei non stava bene – afferma – chiamava mio figlio e litigavano, anche mentre stava lavorando. Cosa che mi faceva arrabbiare. Non ci stiamo però, come famiglia, a passare da vittime a carnefici, anche perché chi ha preso le botte è stato mio figlio». Quel figlio che durante la perquisizione è chiuso nel suo appartamento insieme alla nuova fidanzata e alla madre, che è arrivata dopo il termine dei rilievi della scientifica nella loro casa di Todi.

IL GIORNO DEL DELITTO: FOTOGALLERY – VIDEO

Niente lasciato al caso  Gli esperti della polizia scientifica di Roma poi sono arrivati nell’appartamento di Ponte San Giovanni dell’ex di Julia. Gli accertamenti non trovano spiegazioni da parte degli inquirenti. Indagini, dunque, che farebbero parte di quelle indagini a 360 gradi sull’omicidio. Così come lo stub, la ricerca di polvere da sparo, che sarebbe stato fatto sia sul ragazzo che sul padre di quest’ultimo.

INTERVISTE VIDEO: IL PADRE DI JULIA – LA MADRE – IL FRATELLO

L’aggressione Non si vuole lasciare niente al caso da parte della squadra mobile di Perugia e dunque è doveroso inziare da quell’aggressione che da subito è sembrata una strana coincidenza, per non dire un movente perfetto. Doverosa però è anche la ricerca della verità in altre direzioni, anche se appare chiaro ormai che le tracce dell’assassino vadano ricercate nella rete delle conoscenze di Alessandro e Julia. Tanti filoni per poi stringere il cerchio attorno a un nome che non sembra troppo distante.

VIDEO. GUARDA LE INTERVISTE AI TESTIMONI 

Autopsia Intanto l’autopsia sul cadavere di Alessandro Polizzi potrebbe essere effettuata giovedì mattina dal medico legale Laura Paglicci Reattelli. Sarà solo con l’esame autoptico che si potrà stabilire con certezza quanti proiettili siano stati sparati contro di lui e con cosa altro sia stato colpito. Perché l’assassino ha picchiato anche la vittima. Oltre che Julia, dopo che gli si è inceppata la pistola. Probabilmente con una spranga.

Un solo colpo? Tra le ipotesi infatti c’è anche quella, quasi incredibile, che contro i due giovani sia stato sparato un solo colpo di pistola, che il proiettile abbia trapassato lui entrando da sotto l’ascella per poi uscire dall’altra parte prima di andare a colpire lei. Un solo bossolo sarebbe stato infatti repertato e nella pistola sarebbero stati trovati sei dei sette colpi inesplosi. Tutti dettagli che solo l’autopsia potrà chiarire definitivamente.

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