di Chia.Fa.
Sette anni di reclusione e 12,8 milioni da pagare. Queste la richiesta di condanna formulata dal procuratore capo Alessandro Cannevale a carico di Adriano Di Stefano, l’ex vicesindaco di Norcia unico imputato per la maxi truffa ai danni di numerosi concittadini che gli avevano affidato i propri risparmi per investimenti svaniti nel nulla. Altre otto persone sono state già condannate per ricettazione, così come un nursino processato separatamente. Tuttavia il procedimento a carico di Di Stefano è stato sospeso su richiesta del difensore, l’avvocato Roberto Migno, così come previsto dell’articolo 49 del decreto legge 189 sul terremoto.
Norcia, chiesta condanna a 7 anni per Di Stefano In particolare, a un anno dall’apertura del processo sono arrivate le richieste di condanna dell’accusa per l’ex broker finanziario accusato di truffa aggravata, falsità in scrittura privata, violazioni al testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia e al testo unico per l’intermediazione finanziaria. Il procuratore Cannevale nell’ambito della requisitoria ha chiesto per Di Stefano la condanna a sette anni di reclusione e al pagamento di 12,8 milioni di euro, ricostruendo passo dopo passo la complessa indagine intorno alle ingenti cifre affidate all’ex broker finanziario poi sparite nel nulla gettando nel dramma famiglie rimaste di colpo senza alcun risparmio. Del caso si erano occupate anche Le Iene.
Processo congelato per il terremoto Alle richieste formulate dal procuratore capo Cannevale si sono associate alcune delle quattordici parti civili ammesse a processo, altre devono ancora fare la discussione e molto attenderanno. Sì, perché, oltre a presentare una nuova istanza di rinvio per legittimo impedimento, numerose quelle ricevute e respinte dal giudice nel corso del procedimento, l’avvocato Migno ha chiesto la sospensione del procedimento a carico di Di Stefano, residente a Norcia, così come previsto dal decreto legge 189, quello seguito al sisma del 24 agosto, precisamente dall’articolo 49 che dispone: “Il giudice ove risulti contumace o assente una delle parti o uno dei loro difensori dispone d’ufficio il rinvio a data successiva al 31 marzo”. I termini della prescrizione, pure incombenti, vengono sospesi insieme al processo che riprenderà il prossimo 29 settembre 2017.
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