di Fra. Mar.
Di fatto l’udienza preliminare non è neanche iniziata e tutto riprenderà il 17 febbraio prossimo davanti al gup di Perugia Carla Giangamboni. C’è stato un difetto di notifica a far rinviare l’udienza preliminare dell’indagine Quarto passo, in cui la Dda di Perugia ha chiesto il rinvio a giudizio per persone ritenute affiliate alla ‘ndrangheta.
Parti civili Intanto però, martedì mattina, davanti al gup, sono state depositate le richieste di costituzione di parte civile da parte di due aziende edili, un fruttivendolo e l’associazione Caponnetto, e l’associazione Falcone e Borsellino. Le difese, tantissime, non hanno neanche presentato le eccezioni preliminari e tutto è stato aggiornato tra due settimane.
VIDEO – LA CONFERENZA STAMPA CON I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE
Scarcerati E’ di pochi giorni fa la decisione con cui il tribunale del Riesame ha rimesso in libertà quelli che per la procura sono i capi dell’associazione per delinquere di stampo mafioso. Il collegio dei giudici della libertà aveva infatti accolto la richiesta delle difese di annullare il provvedimento con cui il gip aveva concesso la proroga dei termini della custodia cautelare.
VIDEO, INTERCETTAZIONI: «LO AMMAZZIAMO DAVANTI AL BAR»
Gli arresti Era il dicembre 2014 quando i Ros dei carabinieri arrestarono 59 persone per associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, danneggiamento, bancarotta fraudolenta, truffa, trasferimento fraudolento di valori, con l’aggravante delle finalità mafiose, nonché per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione. Vennero anche sequestrati beni per 30 milioni.
Le accuse L’operazione aveva sgominato un’organizzazione ‘ndranghetista, secondo le accuse collegata alla cosca Farao Marincola di Cirò capeggiata dal pregiudicato Natalino Paletta, attiva nel capoluogo umbro dal 2008. «L’associazione di tipo ‘ndranghetista stanziatasi in Perugia – spiegava il giudice – non può, semplicisticamente essere definita come un’articolazione periferica della struttura criminale calabrese sorta e radicata nel territorio d’origine, ma si configura invece come un’autonoma associazione composta da soggetti residenti in Umbria da oltre un decennio, i quali, pur avvalendosi dei metodi tipici delle associazioni di tipo mafioso e chiaramente conservando gli originari rapporti di parentela e contiguità con soggetti operanti nella regione di provenienza, operano autonomamente ed in via esclusiva in Umbria, conservando sempre un “basso profilo” criminale, al fine di non attirare sull’organizzazione l’attenzione delle forze dell’ordine».
