Gli avvocati Manlio Morcella, Enrico De Luca, Cristina Rinaldi e Marco Franceschini, che difendono molti degli indagati dell’ospedale di Narni, nell’ambito dell’inchiesta dei Nas su presunti favori per esami del sangue ed esami specialistici, hanno diffuso una nota in cui dicono che il danno provocato da tali comportamenti, volendo seguire il ragionamento della procura, sarebbe di poco più di cinque mila euro, e non ottanta mila come scritto nei giorni scorsi.
La nota «In relazione alle recenti notizie trasparse sugli organi di stampa locale – si legge in una nota – e per le quali una serie di medici, paramedici, al pari di alcuni loro amici e parenti, presso l’Ospedale di Narni, sarebbero imbattuti in reati di falso in certificazioni e/o truffa in danno dell’Ente Pubblico datoriale, preme formulare le seguenti precisazioni: la roboanza della propalazione giornalistica contrasta in modo grossolano con l’entità del danno cagionato dall’accaduto, con riferimento all’intero 2012».
Danno molto più basso «Il danno d’assieme che la stampa ha erroneamente accreditato in 80 mila euro, viceversa, in stretta aderenza alla mera ipotesi accusatoria, risulta pari ad 5.124 euro totali. Da segnalare inoltre che non appare sussumibile in chiave giuridica il reato di falso in certificazione così come, per la irrilevanza del pregiudizio patrimoniale asseritamente subito dalla Asl n. 4, non sembra configurabile il reato di truffa. Da aggiungere, infine, che ancora fallacemente, è stato scritto come attraverso tale incedere si sarebbero aggirate le priorità dettate dalle liste di attesa. Enunciato questo in tutto e per tutto di nuovo non rispondente a verità, in quanto, a prescindere dal resto, giova rimarcare che non sussistono liste di attesa per i prelievi ematici presso il nosocomio narnese».
