Narni, piazza Garibaldi

di Fabio Toni

Una maxi-indagine che coinvolge circa ottanta persone, soprattutto pazienti, ma anche medici, ausiliari e infermieri degli ospedali di Narni e Amelia. La procura della Repubblica di Terni ha inviato gli avvisi di conclusione delle indagini per accuse che vanno dalla truffa ai danni del servizio sanitario nazionale, al falso. Ora la palla passerà al gup che dovrà decidere sugli eventuali rinvii a giudizio.

L’indagine Tutto era partito un anno fa, dalle verifiche a tappeto messe in campo dai carabinieri del Nas di Perugia. Le verifiche, estese all’intero territorio regionale, avevano riguardato anche l’ospedale di Terni. Le ‘magagne’ erano però emerse in due nosocomi minori, come quelli di Narni e Amelia. Negli ultimi mesi l’attenzione del sostituto procuratore Raffaele Pesiri si è concentrata su alcune incongruenze che, con l’andare delle indagini, avrebbero svelato un sistema vero e proprio di favori.

Le accuse Nel corso del tempo, circa sessanta pazienti (spesso amici o familiari dei sanitari coinvolti) sarebbero riusciti ad evitare il pagamento del ticket, saltando a piè pari anche le liste di attesa. Un metodo utilizzato soprattutto per le analisi del sangue, ma non solo. Il trucco stava nel far figurare le persone come ‘ricoverate’, ottenendo in tal modo una corsia preferenziale per qualsiasi tipo di esame. A costo zero.

Il processo Dopo la notifica relativa alla conclusione delle indagini, il procedimento inizierà la sua fase preliminare davanti al gup. Alle richieste di rinvio a giudizio, faranno seguito le decisioni del giudice. È probabile che sui fatti contestati, voglia vederci chiaro anche la Corte dei Conti, visto che le accuse fanno riferimento a un danno economico diretto ai danni della ‘ex’ Asl ternana e del sistema sanitario nazionale. Anche se, a ben vedere, i più danneggiati sembrano essere tutti quei pazienti che rispettano le regole, fanno le file e pagano il ticket. Senza ‘amici’ né santi in paradiso.

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