di Francesca Marruco
L’inchiesta scandalo sui falsi ricoveri per aggirare liste d’attesa e non pagare il ticket negli ospedali di Narni e Amelia, promette di allargarsi a macchia d’olio nell’intera Umbria e di travolgere anche nosocomi della provincia di Perugia. I carabinieri del Nas di Perugia, guidati dal capitano Marco Vetrulli, hanno infatti iniziato più di un anno fa a setacciare tutti gli ospedali per verificare se questa pratica, scorretta verso chi rispetta le regole e truffaldina verso il sistema sanitario nazionale, sia più o meno diffusa.
Gli altri ospedali E quello che emergerebbe dalla decina di informative su altrettanti nosocomi della provincia di Perugia è che lo stratagemma dei falsi ricoveri non era venuto in mente solo ai sanitari di Narni e Amelia: la pratica sarebbe infatti utilizzata, tra l’altro, anche negli ospedali di Perugia, Spoleto, Città di Castello, Umbertide e Pantalla. Lo scandalo di Narni-Amelia è stato il primo in ordine cronologico a diventare di pubblico dominio semplicemente perché il pm della procura di Ternim Raffaele Pesiri, ha tirato le somme del lavoro dei militari della salute inviando l’avviso di conclusione delle indagini agli indagati. Ma anche la procura di Terni ha ancora da lavorare visto che c’è anche un altro filone sul nosocomio ternano.
Pazienti indagati Il malcostume di far passare avanti amici e parenti nell’effettuare ecografie, analisi del sangue e analisi varie, rischia dunque di tradursi in pesanti contestazioni penali anche altrove in Umbria. Agli indagati di Narni-Amelia, e a finire sotto inchiesta non sono stati solo medici e infermieri, ma anche pazienti, vengono contestati a vario titolo i reati di truffa, falso e a qualche infermiere esercizio abusivo della professione medica.
Numeri alti E se dunque a Narni-Amelia su 2.500 casi controllati, ce ne sono stati 250 irregolari, negli altri ospedali, secondo quanto risulta dalle indagini ancora in corso, la percentuale sarebbe più o meno la stessa. Ovviamente con numeri che variano a seconda del ‘traffico’ ospedaliero di ogni singolo nosocomio. Facile pensare che in centri quali Perugia e Terni il totale aritmetico sia molto più alto. In alcuni ospedali sono stati analizzati anche sette mila casi.
Come funzionava Il trucco era piuttosto semplice. E una volta che i carabinieri antisofisticazione lo hanno scoperto, è stato relativamente facile verificarlo in tutti gli ospedali. Come fare per far fare delle analisi o un’ecografia a un parente o un amico senza fargli aspettare il tempo della lista d’attesa e senza fargli pagare nulla? Ricoverandolo. E chiedendo internamente, da reparto a reparto, di effettuare l’esame. Solo che, il ricovero era fittizio.
I controlli E i militari del Nas del capitano Vetrulli lo hanno scoperto facendo il controllo a ritroso. Per quegli esami che risultavano essere stati fatti in regime di ricovero, privi quindi di richiesta e di pagamento di ticket, i carabinieri sono andati a cercare il riscontro dell’effettivo ricovero nei singoli reparti. E nei casi diventati oggetto di indagine non c’era.
Informative a Perugia Alla procura di Perugia ci sono una decina di informative, ognuna attualmente in mano a magistrati diversi che, nei prossimi giorni si riuniranno per valutare se è il caso di unirle in uno stesso fascicolo, e il da farsi, adottando evidentemente una linea comune per tutti.
Procedimenti disciplinari Asl Intanto la Asl di Terni ha fatto sapere che intende avviare procedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti coinvolti e il recupero delle somme non pagate da parte dei pazienti. Lo ha annunciato il direttore generale Sandro Fratini. «Attendo di conoscere l’elenco dei nomi dei dipendenti coinvolti nell’indagine e nei casi in cui verrà riscontrato un comportamento effettivamente non giustificabile si avvieranno dei procedimenti disciplinari, che saranno proporzionati alla pesantezza dei danni arrecati. Allo stesso modo chiederemo il rimborso delle cifre relative agli esami fatti e non pagati»
Interrogazione all’assessore alla sanità E anche il capogruppo del Pdl alla Regione Umbria, Raffaele Nevi, annuncia che presenterà una interrogazione urgente all’assessore alla Sanità, Franco Tomassoni, «affinché la Giunta ci dica cosa intende fare
relativamente alla indagine dei Nas da cui sarebbero emersi falsi ricoveri finalizzati ad agevolare alcuni pazienti che avrebbero evitato il pagamento del ticket o peggio superato le liste di attesa». «La speranza- afferma Nevi – è che, se fossero accertate cose di questa gravità, qualcuno sia chiamato a rispondere per evitare che si ingeneri nei cittadini il sospetto che ci sia qualcuno, magari vicino a chi comanda, che riceve trattamenti di favore rispetto a quanti invece sono costretti a pagare fino all’ultimo centesimo e a fare lunghe liste di attesa prima di ricevere il servizio».
