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Simone Scerna e il luogo dell'incidente

di Chia.Fa.

«La magistratura verifichi le eventuali responsabilità della Provincia di Perugia per l’incidente stradale costato la vita Simone Scerna». Questo in estrema sintesi il contenuto della memoria presentata al pm Michele Petrini dai legali della famiglia del venticinquenne morto lo scorso 21 aprile a seguito di uno schianto autonomo consumatosi lungo la strada Tuderte, nel tratto che collega Spoleto con Castel Ritaldi, all’altezza di San Brizio.

Schianto mortale L’iniziativa, spiegano avvocati e consulenti di Studio 3A che assiste la famiglia, muove non solo dal bisogno di giustizia per la tragica perdita, ma anche dalla necessità di voler assistere in tempi stretti alla messa in sicurezza della provinciale 451, la cui competenza spetta all’ente di piazza Italia. La notte del 21 aprile il giovane spoletino padre di una bimba ha centrato con l’Audi uno degli alberi a bordo carreggiata e si è poi ribaltato nel fosso che costeggia la strada, dove è stato soccorso invano dai sanitari.

Alberi, fossi e zero opere di protezione Secondo i consulenti della società a cui si è affidata la famiglia Scerna, la grossa pianta avrebbe fatto da «perno all’auto, facendola di fatto ribaltare» nell’alveo del torrente San Lorenzo. Ed è proprio sulla presenza di avvallamenti in carreggiata e dei lunghi filari di platani che si alzano a bordo strada, così come dei due fossi che costeggiano la Tuderte, che si concentrano le attenzioni degli avvocati. In particolare nella memoria viene rilevato come «numerose leggi in vigore fin dal 1992 vietano la piantumazione di alberature lateralmente alle strade o comunque impongono determinate distanze che nel caso – evidenziano – non sono state in alcun modo osservate, altre norme prescrivono invece la protezione e messa in sicurezza degli ostacoli fissi, tra cui gli alberi».

I legali della famiglia Scerna In questo senso gli avvocati e i consulenti dei familiari del giovane morto sulla strada provinciale hanno pochi dubbi: «Di queste leggi devono essere ben a conoscenza gli uffici della Provincia di Perugia a cui compete la sicurezza stradale, tanto che a un paio di chilometri di distanza hanno fatto installare tutta una serie di barriere di sicurezza che nel punto in cui ha perso la vita Simone sono assenti, la mancanza – dicono – acuisce il dolore della famiglia perché la tragedia – è la conclusione – si poteva evitare».

Memoria al pm Petrini Con la documentazione depositata in procura i legali e la famiglia chiedono al pm Petrini, titolare del fascicolo d’inchiesta a carico di ignoti, di avviare specifiche indagini per valutare se sussistano profili di responsabilità a carico degli organismi o dei soggetti della Provincia di Perugia preposti alla cura, manutenzione e messa in sicurezza della strada.

Twitter @chilodice

Nata nel 1986, ha iniziato il suo lavoro da giornalista nel 2008 a Tuttoggi, approdando l'anno seguente al Corriere dell'Umbria, con cui tuttora collabora. In Umbria24 dal 2012, dove si occupa di cronaca nera e giudiziaria, economia, attualità e politica. In passato ha collaborato anche con Panorama. Componente del Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti dell'Umbria.

One reply on “Muore a 25 anni su strada tra Spoleto e Castel Ritaldi, la famiglia al pm: «Provincia responsabile»”

  1. poi ci sono centinaia di km di strade provviste di guard rail che non deve esserci perchè oltre a ceare pericolo è anche uno spreco enorme a90 euro a metro

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