«Se le famiglie esercitassero un po’ più di controllo sui figli non morirebbe un 18enne la settimana in disco. Se non sai educare, non procreare». Una frase choc che arriva come un pugno allo stomaco ai Lucaccioni che qualche giorno fa hanno seppellito il figlio 16enne morto per aver preso l’ecstasy al Cocoricò. A pronunciare la frase è stato il sindaco di Gallipoli Francesco Errico, dopo la morte di Lorenzo Toma, il19enne che è morto domenica notte fuori dal locale di Santa Cesarea Terme Guendalina.
IL 19ENNE: «DOVEVO MORIRE IO»
SI DIMETTE IL GENERAL MANAGER DEL COCORICÒ
I Lucaccioni Poche ore prima i Lucaccioni avevano diramato un comunicato in cui si dicevano vicini alla famiglia del ragazzo morto a Lecce, e in cui, elogiando la decisione del questore di Rimini Maurizio Improta di chiudere il Cocoricò, chiedevano agli altri questori d’Italia di fare lo stesso. E dopo aver letto il tweet del sindaco, tramite il loro avvocato Roberto Bianchi hanno bollato come «volgarità» quella frase. «La dichiarazione – hanno detto – è di una tale mediocrità e volgarità oltre che lesiva del dolore di coloro che piangono i loro figli da non meritare alcuna risposta».
Scuse Poco dopo il tweet di scuse del sindaco:«Se ho offeso la famiglia chiedo umilmente scusa. Il mio posto voleva solo proteggere i ragazzi che hanno bisogno di aiuto per evitare la droga».
Sociologo Ma a credere che sia colpa delle famiglie c’è anche il sociologo Antonio Marziale che ha dichiarato: «Se le famiglie fossero più responsabili non ci sarebbe alcun bisogno di leggi e gruppi di pressione per garantire ai Minori la tutela dei loro diritti. Più che primarie agenzie di socializzazione sono divenute uffici deleganti».
