La casa dell'esplosione a Turrita di Montefalco (Foto Umbria24)

di Ivano Porfiri

Migliorano le condizioni del piccolo Alessio, il bimbo nato da Elisa Bizzarri, la 28enne coinvolta con il marito Miro e il suocero Ivo Proietti nell’esplosione di gas incendiato avvenuta domenica mattina a Turrita di Montefalco.

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Il bollettino medico I parametri vitali del bambino fatto nascere nell’ospedale di Foligno e trasferito successivamente in terapia intensiva neonatale del S.Maria della Misericordia di Perugia sono «in leggero ma costante miglioramento», come sono stati definiti dalla dottoressa Cristiana Germini, che segue praticamente dall’arrivo nel nosocomio perugino il neonato. Come riferisce l’ufficio stampa dell’Azienda ospedaliera di Perugia, la valutazione è stata fatta lunedì mattina e il medico ha aggiunto: «Occorre essere prudenti per diversi motivi – ha dichiarato il medico -, ma contiamo in giornata di poter fare il punto della situazione alla luce degli altri elementi che stiamo acquisendo».

Ottimismo Nel pomeriggio di lunedì, i medici ribadiscono i progressi. «Il neonato non respira ancora autonomamente anche perché è   frequentemente assopito, ma il monitoraggio dei parametri vitali prosegue con esiti soddisfacenti. Gli ulteriori esami saranno importanti per decidere se procedere con la respirazione autonoma», ha dichiarato all’ufficio stampa, la dottoressa Francesca Di Genova, dirigente medico della Neonatologia del nosocomio perugino.

Stazionari i genitori I medici della centrale del 118 di Perugia si sono messi nel tardo pomeriggio in contatto con i colleghi dei centri di Cesena  e Pisa per gli aggiornamenti poi sulle condizioni dei due giovani coniugi di Montefalco. Le condizioni restano gravissime: «sostanzialmente stazionarie, rispetto a ieri, al momento dell’arrivo nei due centri», è stato riferito loro. La prognosi resta pertanto decisamente  riservata. E’ stato anche precisato che entrambi si trovano in ambienti sterili, aiutati nella respirazione da apposite apparecchiature. I sanitari dei due ospedali hanno anche fatto sapere che non potranno rispondere alle tante telefonate che sono state ricevute dal centralino dei due ospedali, da persone che si sono qualificate per amici e parenti dei due giovani. Si è appreso tuttavia che alcuni parenti della coppia si sono recati nei due ospedali in segno di solidarietà e partecipazione.