Un grave episodio si è verificato venerdì fuori dai cancelli della Meraklon. Il collega Andrea Giuli del Giornale dell’Umbria è stato aggredito e picchiato. La denuncia viene dalla direzione del quotidiano: riportiamo qui sotto la nota integrale che spiega i fatti. Al collega va la solidarietà piena e incondizionata della redazione di Umbria24.it.
Riportiamo qui sotto la nota della direzione del Giornale dell’Umbria:
Un nostro giornalista della redazione di Terni, Andrea Giuli (anche membro del sindacato interno del nostro quotidiano), poco fa è stato aggredito e percosso, davanti ai cancelli del polo chimico di Terni, durante il presidio organizzato dagli operai della Meraklon. Giunto sul posto per svolgere – come sempre – la propria attività di cronista, Giuli è stato prima minacciato da un folto gruppo di operai esagitati, quindi costretto a retrocedere dal loro avanzare verso di lui e infine colpito alla faccia. Il nostro collega in questo momento è al pronto soccorso dell’ospedale. La vile aggressione squadrista è un evidente tentativo, peraltro già tentato in passato anche se in forme non così gravi, di intimidire la stampa attraverso l’uso della violenza. E’ anche il risultato delle deboli e tardive prese di posizione – da parte delle istituzioni e del sindacato ternano – subito dopo l’aggressione subita, durante l’assemblea dei dipendenti, nei confronti di un dipendente non allineato. Denunciammo allora e ripetiamo oggi che ci sono frange violente dei lavoratori Meraklon che non sono state isolate e per le quali la pratica dell’intimidazione e della violenza appare cosa normale. Siamo di fronte ad atteggiamenti da anni ’70 che certo non riguardano la stragrande maggioranza dei lavoratori Meraklon, che lottano democraticamente per la giusta difesa del proprio posto di lavoro.
Ci auguriamo che, ancora una volta, il tessuto democratico di Terni e dell’Umbria saprà fare fronte contro questo gruppo di violenti, che continuano a colpire indisturbati, macchiando la lotta di tanti lavoratori perbene.
Questi squadristi debbono sapere che Il Giornale dell’Umbria non si fa intimidire e che continuerà a svolgere, come sempre, il proprio ruolo di informazione libera. Per questo, per difendere la libertà di stampa e per ribadire la fiducia nel metodo democratico e nella libertà di espressione, domattina (sabato) una delegazione di giornalisti del Giornale dell’Umbria sarà davanti ai cancelli del polo chimico di Terni.
Al collega Andrea Giuli un caloroso abbraccio da parte di tutti noi e gli auguri di una pronta guarigione.
LA DIREZIONE DEL GIORNALE DELL’UMBRIA
Solidarietà di Ordine e Asu L’ordine dei giornalisti dell’Umbria e l’Associazione stampa umbra esprimono in una nota congiunta «solidarietà» al «giornalista del Giornale dell’Umbria Andrea Giuli che è stato minacciato e poi inseguito da un gruppo di persone, alcune delle quali lo hanno anche colpito al volto, ferendolo, e costringendolo a scappare, impedendogli pure di svolgere il suo lavoro, davanti ai cancelli della Meraklon di Terni». Il presidente dell’ordine Dante Ciliani e quello dell’Asu Marta Cicci ricordano che «già qualche settimana fa era stato necessario un intervento degli organismi di categoria per segnalare il rischio che episodi di intolleranza nei confronti dello stesso collega, fino ad allora solo verbali, degenerassero in qualcosa di più’ pericoloso», dovendo «purtroppo constatare che questo è successo». Nell’esprimere la convinta e piena solidarietà al collega Andrea Giuli, sottolineano che «simili episodi non possono avere ospitalità e tolleranza all’interno del tessuto democratico soprattutto in Umbria ed a Terni, dove il movimento sindacale si è sempre contraddistinto per il suo civilissimo comportamento, anche in vicende drammatiche per la vita dei lavoratori e delle loro famiglie». Nell’auspicare quindi che «si individuino i responsabili di questi assurdi ed intollerabili comportamenti», ordine e Asu fanno appello «alla responsabilità dei leader sindacali affinché si adoperino per recuperare un clima di tolleranza ed isolare chi danneggia lo stesso movimento, impegnato in questi giorni in una difficile e drammatica vertenza per salvare il posto di lavoro di centinaia di persone». «Non mettiamo in discussione il diritto di ciascuno a criticare, anche con toni forti, chiunque faccia il mestiere di informare. Quello che pero’ non si puo’ e non si deve superare – concludono Ciliani e Cicci – è il limite oltre il quale si mettono in pericolo diritti inalienabili e l’agibilità democratica e professionale che rappresentano i valori fondanti del nostro vivere quotidiano».
Ucu: episodio indigna e rattrista Solidarietà anche dal presidente dell’Unione cronisti dell’Umbria, Marcello Migliosi. «L’aggressione subita dal collega Andrea Giuli, del Giornale dell’Umbria, indigna e rattrista – si legge in una nota -. Soprattutto perché questa arriva da parte di una categoria di lavoratori, alla quale tutto il mondo dell’informazione regionale rivolge e sta rivolgendo particolare attenzione ed interesse. Apprendiamo che il collega, dapprima è stato inseguito e poi colpito al volto con due pugni. Impedire ad un giornalista di svolgere le sue funzioni – prosegue Migliosi -, qualunque sia la sua posizione intellettuale sulla vicenda, è uno schiaffo in faccia alla democrazia e alla libertà di informazione. L’Unione cronisti dell’Umbria, per tanto, stigmatizza e condanna la vile aggressione e allo stesso tempo esprime la propria solidarietà al collega, Andrea Giuli, del Giornale dell’Umbria».
Marini: atto ingiustificabile «Nulla può giustificare l’aggessione nei confronti di chi svolge il proprio e delicato lavoro di giornalista ed esprimo la piena solidarietà al cronista Andrea Giuli, per quanto accadutogli mentre svolgeva la sua attività». Lo sostiene la presidente della Regione Umbria che, anche a nome della Giunta regionale, «disapprova duramente» questo «sconsiderato gesto» e quanti se ne sono resi responsabili. «Anche in situazioni di grave tensione – continua la presidente – e in momenti di difficoltà, non deve mai venir meno il rispetto dell’altro, soprattutto in considerazione del fatto che simili gesti, isolati e che non appartengono di certo alla tradizione di grande civiltà basata sullo scambio e il dialogo sindacale tra lavoratori e proprietà, rischiano di compromettere lo stesso confronto a favore di una violenza che non è di tutti i lavoratori. Da tempo – continua – le istituzioni, ma anche i rappresentanti di categoria, sono impegnati in questa difficile e delicata vertenza per la salvaguardia del ruolo dell’industria ternana e per lo sviluppo dell’Umbria. Tutto ciò ha bisogno di serenità e senso di responsabilità da parte di tutti. Occorre quindi che, tutti insieme, si isoli chi si rende responsabile di comportamenti inaccettabili e violenti».


ma che brave personcine i signori comunisti di terni che picchiano un povero cronista che stava facendo solo il suo lavoro,ma non dovevamo essere noi della destra additati come picchiatori?