Indagano i Nas

di Francesca Marruco

Nessuna perquisizione è bene metterlo subito in chiaro. Un’attività di aquisizione nell’ambito dei controlli che i carabineri del Nas hanno portato avanti per tutto il mese di ottobre in parecchie mense perugine. Prime fra tutte, quelle risultate al centro della asprissima contesa tra genitori dei comitati delle scuole e Comune.

Capitolato e bando E proprio nell’ufficio del dirigente di riferimento, i Nas hanno acquisito il testo del capitolato, e il bando di gara con cui poi l’Ati capitanata da All Food si è aggiudicata l’appaltone per rifornire di cibo migliaia di bambini. I carabinieri della tutela della salute, hanno nelle scorse settimane, recepito qualche denncia di qualche genitore.

Segnalazioni genitori C’è stata la segnalazione dello yogurt e quella del pane con la muffa, poi quelle delle lische trovate nel pesce, e infine quelle dell’osso di tre centimetri e quella del prosciutto avariato. Insomma, di materiale da verificare i Nas ne avevano abbastanza. E adesso, questa acquisizione di documenti potrebbe voler significare molte cose: certamente che i militari vogliono avere un quadro chiaro e definitivo del perimetro entro cui devono muoversi le società che provvedono alla refezione per migliaia di bambini. E poi da lì verificare se è tutto regolare e se questi incidenti di percorso in realtà non possano essere qualcosa di più grave.

Tavolo paritetico Intanto, sul fronte della mai sopita battaglia tra Comune e genitori, una sorta di tregua la si potrebbe raggiungere in sede di tavolo paritetico, organo che dovrebbe al più presto iniziare a lavorare per monitorare cibo, cottura e ogni altro passaggio che riguarda quello che poi finirà nei piatti dei bambini di tutta Perugia. Nessun commento ufficiale da parte dei militari, che si muovono al contrario nel massimo riserbo.

Donato a Caritas cibo già comprato Olio, pasta, sale, biscotti, marmellate, succhi di frutta, scatole di pelati, riso, fette biscottate che non possono essere più somministrati ai bambini delle scuole e che avrebbero dovuto andare al macero sono stati donati dal Comune alla Caritas diocesana d Perugia e Città della Pieve che li distribuirà agli indigenti all’interno dell’Emporio di via Monte Malbe. «Si tratta di prodotti acquistati nel 2014 con i contributi erogati a suo tempo dal comune ai genitori e avanzati, ma tuttora in vita –spiega la dottoressa Roberta Migliarini, dirigente dell’Area dei Servizi alla persona- che però non avrebbero potuto essere più utilizzati per la refezione scolastica attuale sia perché non sarebbero stati conformi alla nuova offerta presentata a suo tempo dall’azienda aggiudicataria del nuovo servizio mense, sia per motivi gestionali».

Emporio solidarietà L’alternativa era, dunque, che andassero buttati. «In quest’anno abbiamo promosso, in diverse occasioni, la lotta allo spreco alimentare –ha tenuto a sottolineare l’assessore Diego Dramane Wagué- nel corso dell’anno abbiamo sensibilizzato i giovani sull’argomento. Non potevamo lasciare che tanti chili di prodotti alimentari buoni, non scaduti e acquistati con i soldi dei cittadini andassero in discarica». Ieri pomeriggio, l’Assessore Wagué e la dott.ssa Migliarini si sono recati in visita all’Emporio della Solidarietà, per toccare con mano la realtà della struttura. Ad accoglierli, la Direttrice della Caritas diocesana Daniela Monni e il Responsabile dell’Emporio Alfonso Dragone, insieme ad alcuni dei 70 volontari che si alternano per la gestone e il funzionamento del negozio. «Colgo l’occasione di questa visita –ha tenuto a sottolineare Daniela Monni, Direttore della Caritas di Perugia e Città della Pieve- per ringraziare, insieme al Comune di Perugia, tutti i cittadini, le istituzioni e le aziende che donano i prodotti e che ci aiutano a ridare dignità a persone –famiglie, anziani, disoccupati sia italiani che stranieri- per le quali, purtroppo, fare la spesa normalmente è impossibile. Il nostro vuole, comunque, essere un intervento di solidarietà costruttivo, un percorso di accompagnamento fuori dalla situazione di crisi momentanea».

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