di Chiara Fabrizi
Per l’incendio del 18 luglio 2024 che ha divorato circa 200 ettari nella zona Poreta di Spoleto, la Procura di Spoleto ha chiesto l’archiviazione per i due agricoltori di 67 e 59 anni che quel giorno stavano lavorando con una mietitrebbia in prossimità dell’area di innesco del rogo. Per il sostituto procuratore Alessandro Tana, infatti, non è stato possibile ricostruire con chiarezza la dinamica dell’incendio, né si ritiene che altri accertamenti possano aiutare in questo senso. A pesare nella vicenda anche un accendino sequestrato nell’area d’innesco delle fiamme, ma di cui la Procura ha avuto contezza soltanto a indagini già ampiamente avviate. Nell’ambito dell’inchiesta la Procura di Spoleto aveva individuato oltre 100 parti offese, ossia i proprietari dei terreni tra Poreta e Bazzano divorati dalle fiamme, a cui in questi giorni sta venendo notificata la richiesta di archiviazione.
Fin dalle ore immediatamente successive, intorno al maxi incendio di Spoleto l’ipotesi principale è stata quella di una scintilla innescata dal passaggio delle lame della mietitrebbia sui sassi e le pietre presenti sul campo. In questo quadro, il mezzo agricolo è stato subito sequestrato e successivamente sottoposto ad accertamenti con la formula dell’incidente probatorio, che è stato sollecitato dai difensori dei due indagati, gli avvocati Andrea Bellingancci e Manlio Morcella.
A partecipare all’accertamento il perito nominato dal gip e il consulente della Procura di Spoleto, ma anche quelli della difesa e delle parti offese. L’esame del mezzo, però, non solo non avrebbe chiarito la dinamica dell’incendio, ma avrebbe perfino incrinato l’ipotesa della prima ora, ossia la possibilità che a innescare il rogo fosse stata una scintilla provocata dal passeggio delle lame sul pietrisco. Segni incontrovertibili di una simile ricostruzione non ne sarebbero emersi.
A complicare ulteriormente l’indagine, poi, sarebbe stato il sequestro, avvenuto circa un mese dopo l’incendio, di un accendino trovato da una persona proprio nelle vicinanze del punto di innesco del maxi rogo di Poreta a Spoleto. Il rinvenimento dell’accendino da parte dei carabinieri forestali, poi, sarebbe stato comunicato soltanto nei primi giorni del 2025 alla Procura di Spoleto. Con un quadro probatorio così traballante, dunque, il sostituto Tana ha ritenuto di concludere con una richiesta di archiviazione per i due agricoltori spoletini. Su cui naturalmente dovrà pronunciarsi il gip.
