di Chiara Fabrizi
Bruciata un’intera montagna a Spoleto. Parla di circa 80-100 ettari tra bosco e uliveti divorati dalle fiamme il bilancio provvisorio delle autorità a meno di 24 ore dal rogo che, dal primo pomeriggio di giovedì, sta devastando la zona tra Poreta, Silvignano, Bazzano e Santa Maria Reggiana. Fiamme vicinissime anche alla fascia olivata dei colli tra Assisi e Spoleto candidata a patrimonio Unesco.
FOTO: IL ROGO DI NOTTE E LA MATTINA DOPO
Nella tarda serata la Protezione civile di Spoleto ha allontanato due famiglie con bambini residenti nella zona di Silvignano, mentre il titolare di un B&B ha preferito che il suo ospite, un turista straniero, lasciasse la struttura e venisse collocato in un luogo più sicuro. Sul posto venerdì mattina è intervenuto anche il prefetto Armando Gradone, che con le massime autorità civili e militari ha compiuto un sopralluogo nella zona.
VIDEO: CANADAIR ANCORA IN AZIONE
Dopo il tramonto, infatti, le fiamme hanno continuato a mangiare ampie porzioni di territorio, agevolate dall’assenza dei mezzi aerei, che con la notte fermano le proprie attività per riprenderla alle prime luci dell’alba: venerdì mattina, infatti, almeno due Canadair sono tornati a compiere decine di lanci, facendo la spola col lago di Piediluco (Terni).
Sull’origine del rogo è stato chiarito dalle autorità che l’innesco è stato dato dalla lavorazione di un terreno a valle. Qui l’operaio di una ditta terza stava mietendo, giovedì intorno alle 15, un appezzamento coltivato a farro, quando la macchina agricola avrebbe innescato una scintilla, facendo partire il rogo. Con la vegetazione secca, specie tra gli uliveti, le fiamme hanno subito preso velocità, risalendo la montagna, che già 14 anni fa era stata divorata da un incendio. Tuttavia, i danni questa volta sono considerati peggiori. Distrutti anche circa 10 dei 40 ettari dello storico oliveto la Contea dell’azienda Bachetoni. Qui i danni sarebbero stati contenuti con l’impiego di alcuni sistemi antincendio.
«A differenza del 2012 – ha spiegato venerdì mattina Angelo Mariani, presidente della locale Comunanza agraria – il rogo ha avuto un impatto maggiore a valle tra gli uliveti, mentre dovrebbe essersi salvata una grande noceta. Bruciata anche la pineta che – ha detto Mariani – si era appena ripresa dall’incendio di 14 anni fa, perché qui c’erano piante che ormai avevano raggiunto i 2 metri». Che ormai non ci sono più.
