L'azienda di Papiano dove è avvenuto l'incidente

di Iv. Por.

Ennesimo morto sul lavoro in Umbria. Stavolta a lasciarci la vita un giovane operaio rumeno, schiacciato da un muletto in un’azienda agricola di Papiano Stazione.

Niente da fare L’incidente è avvenuto intorno alle 11.30 in una azienda agricola di Papiano Scalo, nel Marscianese. Un ragazzo di nazionalità rumena di 27 anni è finito sotto al muletto che stava guidando, quando si è ribaltato. Immediatamente sono stati chiamati i soccorsi, ma quando l’ambulanza del 118 è giunta sul posto non c’era già più niente da fare. Sul posto anche i carabinieri di Marsciano.

Condoglianze del sindaco «La notizia della morte di un ragazzo di 27 anni non può che colpirci e addolorarci – è la reazione del sindaco, Alfio Todini -. Il fatto che sia l’ennesima tragedia del lavoro non può che spingerci, ancora una volta, a rilanciare questo tema del quale fanno parte le norme da rispettare in termini di sicurezza degli ambienti e degli strumenti di lavoro, i necessari controlli e i corretti comportamenti degli operatori. Nel caso specifico occorre attendere l’esito degli accertamenti in corso. In questo momento non posso che esprimere alla famiglia del giovane la vicinanza di tutta la comunità di Marsciano. E le nostre più sincere condoglianze».

Cordoglio di Chiacchieroni (Pd) «Cordoglio e vicinanza alla famiglia del 27enne operaio rumeno vittima, a Papiano, dell’ennesimo incidente sul lavoro. La mia più sentita solidarietà verso un ragazzo che già viveva nella difficile condizione di immigrato”. Così, in una nota, il consigliere regionale del Partito democratico, Gianfranco Chiacchieroni. In riferimento alle numerose morti bianche che si verificano in Italia, auspica che x«la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro venga attentamente applicata e fatta rispettare. Ad ogni lavoratore – conclude l’esponente del Pd – va garantita la piena tutela della sicurezza e della sua dignità».

18 morti nel 2011 «La morte del giovane lavoratore rumeno – scrivono Vasco Cajarelli e Barbara Mischianti della Cgil Umbria – porta a 18 il numero di morti sul lavoro dall’inizio dell’anno nella nostre regione, già al di sopra, dunque, dei dati relativi al 2009 e al 2010, il tutto mentre l’occupazione si contrae e dilaga la cassa integrazione. Ma al di là dei tristi conteggi, quest’ennesima morte evidenzia ancora una volta come a pagare, anche con la vita, siano sempre i lavoratori più deboli, in questo caso un giovane immigrato rumeno. La magistratura naturalmente appurerà cause e responsabilità del caso specifico, ma ci è impossibile non osservare, in linea generale, come il dilagare nel mondo del lavoro di situazioni di precarietà e ricatto portino sempre più spesso ad epiloghi drammatici. Il ricordo della tragedia di Barletta è ancora fresco nelle nostre menti. E allora, denunciamo ancora una volta l’inspiegabile calo di attenzione che si riscontra da parte del Governo e più in generale della società tutta verso il fenomeno delle morti sul lavoro. Appare sempre più evidente, infatti, che in un momento di grande difficoltà quale quello attuale, sia necessario rimettere al centro non i mercati, non le borse, ma le persone e il loro lavoro. Questa dovrebbe essere la vera priorità della politica. Nel chiedere un cambio radicale di passo e di atteggiamento verso questa vera e propria piaga, la Cgil dell’Umbria e la Camera del Lavoro di Perugia si stringono attorno ai familiari e agli amici della vittima».