di Enzo Beretta
Prosegue davanti al giudice di Perugia il processo a due uomini – un bastiolo di 70 anni e un 47enne di Capua – inquisiti con l’accusa di truffa. «In concorso tra loro, con artifici e raggiri consistiti nel proporsi quali intermediari per la vendita dei mobili e complementi di arredo, inducevano in errore una donna e si procuravano l’ingiusto profitto rappresentato dal valore degli oggetti consegnati dalla parte affesa; in particolare, proponendo alla donna di vendere ad un antiquario di Napoli dei beni d’epoca dei quali la stessa voleva disfarsi, pattuendo il prezzo di 135 mila euro, dopo una presa in consegna» di alcuni oggetti indicati nel capo di imputazione tra cui una pala raffigurante la Resurrezione, un mobile a due cordi modello sagrestia, una consolle dorata con specchio e marmo bianco, una ponchera con vassoio e 12 tazzine, una consolle con marmo nero e specchiera, una specchiera con cimasa ovale color oro, una coppia di lampade bin cobalto, una consolle laccata verde, un salotto con divano, sei sedie e tavolo, una specchiera rettangolare in consolle in marmo, una cornice color oro e una credenza laccata color azzurro. Stando a quanto ricostruito dalla Proicura gli imputati «non procedevano alla vendita né alla restituzione alla persona offesa» alla quale è stato «cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità». In questo processo, relativo a fatti avvenuti a Bastia Umbra nel 2018, è impegnato l’avvocato Massimo Brazzi.
