Luciano Zeetti

È morto nelle scorse ore a Perugia Luciano Zeetti, architetto e collezionista noto per aver fondato il Museo del Giocattolo della città. Aveva dedicato quasi cinquant’anni alla raccolta e alla valorizzazione dei giocattoli, raccontando con passione e competenza la storia e la cultura dell’infanzia attraverso ogni singolo oggetto della sua collezione.

Il ricordo La sindaca Vittoria Ferdinandi e l’amministrazione comunale hanno espresso in una nota «profondo cordoglio». Zeetti, ricorda Palazzo dei Priori, non incantava i visitatori solo con i pezzi esposti, ma soprattutto con i racconti che accompagnavano ciascun oggetto. «Di ogni oggetto raccolto in quasi cinquant’anni conosceva il funzionamento, la storia, la provenienza e, soprattutto, sapeva restituire il contesto in cui quei giochi avevano fatto parte della vita dei bambini, raccontando come “girava il mondo” attraverso di essi». «Luciano Zeetti ha saputo trasmettere alla nostra comunità – scrivono la sindaca Ferdinandi e l’amministrazione – non solo conoscenza e passione, ma anche un modo gentile e profondo di guardare al mondo. La sua cultura, la sua simpatia e la sua generosità rappresentano un’eredità preziosa che resterà viva nella memoria della città».

Luciano Zeetti, i giocattoli e i bambini. Foto archivio Arci

Il ricordo di Arci Perugia «Ci ha profondamente scossi e commossi la notizia dell’addio del nostro caro amico Luciano Zeetti – ha detto Franco Calzini, presidente di Arci Perugia a nome dell’intera associazione -. Luciano è stato riferimento brillante di cultura e visionarietà. Animatore e stimolo su preziose iniziative che segnano la storia culturale di questa città, prima tra tutte la realizzazione del Museo del Giocattolo che ci ha visti lavorare a lungo in armonia e che ci permette di restituire ai bambini, i segni tangibili delle trasformazioni che ci hanno preceduto e che ci appartengono. Luciano ci ha fatto ritornare piccoli in ogni occasione in cui è stato necessario recuperare fantasia, speranza e creatività. L’Arci perde un amico e un compagno di viaggio insostituibile. Ma la sua opera continuerà a produrre vibrazioni culturali che continueranno a interrogarci e coinvolgerci. L’Arci Perugia vuole stringersi con un fraterno abbraccio ai familiari di Luciano Zeetti, in particolare alla moglie Carla e alla figlia Giulia che continuerà a collaborare con noi percorrendo insieme le orme del nostro caro Luciano».

Curiosità Nato e cresciuto a Perugia, Zeetti si era formato come architetto e ha lavorato come funzionario alla cultura della Regione, dove ha curato allestimenti museali e manifestazioni culturali come UmbriaLibri e il Festival del giornalismo. La sua attività rifletteva una curiosità culturale ampia e una capacità creativa che si estendeva oltre il mondo del gioco, includendo cinema, televisione, grafica e design.

I giocattoli Il Museo, da lui fondato, ospita oltre duemila pezzi che vanno dai giochi in legno e latta dell’Ottocento alle bambole d’epoca, fino ai giocattoli di plastica e agli eroi dell’animazione del Novecento. Il museo è stato concepito come spazio di memoria e di educazione: laboratori, visite guidate e percorsi didattici hanno permesso alle nuove generazioni di comprendere come i giocattoli riflettano le trasformazioni sociali e culturali del Paese.

Non solo le collezioni Oltre alla sua attività di collezionista, Zeetti ha collaborato a mostre e iniziative culturali locali, come la rassegna «La Tv prima e dopo Carosello», e ha partecipato a eventi tradizionali della città, contribuendo con la sua competenza alla promozione della cultura perugina. Tra le sue pubblicazioni figura il volume I bambini della Bell’epoca. La rivoluzione dell’immaginario, dagli albi illustrati alla lanterna magica, edito dalla Fondazione Sorbello, che racconta l’evoluzione dell’immaginario infantile attraverso oggetti e stampe d’epoca.

Bori e Bistocchi  «Con lui – scrive il vicepresidente della giunta regionale Tommaso Bori – perdiamo non solo un un punto di riferimento affettivo per generazioni di perugini, ma anche professionista che ha contribuito con dedizione alla vita culturale dell’Umbria». «Ricordo gli anni di lavoro svolti con dedizione come dipendente dell’ente nel servizio beni culturali – aggiunge – dando un contributo importante per le attività museali e collaborando alla organizzazione di diverse edizioni di successo di Umbria Libri nei primi anni Duemila. Il Museo del Giocattolo da lui fondato, per molti di noi, è stato un luogo dell’immaginazione e della scoperta». «Professionista che ha contribuito alla vita culturale dell’Umbria da dipendente regionale e fondatore del Museo del Giocattolo di Perugia – dice invece la presidente del consiglio regionale Sarah Bistocchi – ha fatto crescere intere generazioni con il suo museo, carezzando l’immaginazione e stimolando la fantasia di tante e tanti di noi». 

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