La pagina su cui sta indagando la Polposta

di Ivano Porfiri e Maurizio Troccoli

Ci mancavano gli idioti di Facebook a mettere sale sulle ferite della tragedia del piccolo Jacopo Riganelli, il bimbo di 11 mesi morto venerdì 27 maggio, dopo essere rimasto chiuso nell’auto del padre Sergio per tre ore. Un dramma che, oltre a segnare per sempre una famiglia, ha scosso tutta la comunità di Passignano sul Trasimeno e l’Italia intera, già toccata dal caso di pochi giorni prima della piccola Elena di Teramo. Ma c’è chi non abbandona il suo cinismo nemmeno di fronte a questo e su una pagina di Facebook si esercita in un sarcasmo odioso. Tanto da beccarsi un’indagine della polizia postale, ha già bussato alla porta di Facebook, negli Stati Uniti, per chiedere che i commenti offensivi siano rimossi.

Le frasi vergogna Il gruppo si chiama “JACOPO RIGANELLI – Un altro angelo volato in cielo (11 mesi)” e vi hanno aderito 90 persone cliccando il tasto “Mi piace”. Ovviamente c’è chi ha aderito in buona fede, ma da parte di alcuni è iniziato un gioco a dissacrare con frasi che vogliono essere ironiche ma un’ironia macabra di fronte alla tragedia del piccolo Jacopo. Frasi di persone che spesso si nascondono dietro pseudonimi. Ad esempio Erika Rossini scrive: “Cosa è accaduto? un’ altro baby arrosto????”, con Tano Il Grande che risponde: ” Si… Ma stavolta, come ha detto Piccolo Kenny, han lasciato in macchina anche un sacco di patate. E’ venuto ottimo!!! ♥” e Erika: ” uhmm buono fatto al forno con le patate *__*” e Tano: ” Eh, stavolta mica scemo il padre!!!”. Ancora, tale Cass Brazz Miei scrive “io provo nel mese di agosto….prima con il cane e se va bene…il marmocchio..”, mentre Jj Dakota: “Raga, ho lasciato un momento mio figlio nel cestino della bici. Me l’hanno scambiato con un cane, ma me ne sono accorta solo a casa!!!!!!!!!”. La Benzinaia VII: “Ecco avete visto il piccolo Mario?Lo volevano arrostire dentro il bidone ma quei due coglioni hanno rovinato tutto”. E poi una bestemmia. Giulia Nardi Dunham dà il via a una discussione con un post in cui dice: “E se usassi la mia Punto, come forno? potrebbe essere un nuovo modo di cucinare!”, a cui Cass Brazz Miei risponde: “ma non si può metterli direttamente nel micro onde?” e Giulia: “Unm…buona idea, aspetta che provo, tra poco ti dico”. Ancora Brass: inizia col gatto..” e infine Giulia: “Certamente, se va a buon fine c’infilo il piccolo”. C’è perfino chi posta la foto di un bambino accanto a quella di un pollo arrosto.

Le reazioni e gli insulti Tanti sulla stessa pagina hanno reagito a queste frasi con sdegno e con insulti come “Fate schifo” o “un povero bambino è morto e voi fate della satira del cazzo???…vergognatevi!!!”. Ma chi reagisce viene bersagliato da insulti a sua volta. Insomma, un panorama di desolazione umana a tutti gli effetti.

Chiusa la pagina Facebook Sarà chiusa la pagina Facebook e bloccati i post vergognosi. E’ il primo passo dell’indagine aperta dalla polizia postale. L’ultimo contatto con gli Stati Uniti, tra gli uffici della polizia postale di Perugia e l’azienda Facebook, risalgono alla notte di venerdì. Sono state avviate dunque tutte  le procedure per l’articolazione dell’indagine. «I tempi di risposta di Facebook – dicono a Umbria24.it gli operatori della polizia postale perugina, coordinati da Annalisa Lillini – dipendono dalla mole di lavoro dell’azienda quindi non sono calcolabili in questa fase». L’attività di indagine è partita da alcune segnalazioni giunte alla Polpost, si è poi sviluppata in due modalità operative: da un lato il rapporto con l’azienda Facebook, per il blocco dei post e per l’accesso alle informazioni e dall’altro alla selezione dei profili e alla loro identificazione. Entrando nello specifico in queste ore gli operatori della polizia postale hanno già raccolto tutto il materiale che costituisce la base investigativa. Materiale che è stato «congelato», ovvero registrato ed archiviato e su cui si stanno sviluppando le succesive fasi di indagine.

L’indagine In attesa della chiusura della pagina o dell’eleliminazione dei post, gli uomini della polizia postale stanno procedendo all’identificazione dei profili internet. Vale a dire che spesso dietro ai messaggi «vergogna» appaiono nomignoli utili a nascondere l’identità di chi scrive. Tuttavia la polizia postale ha già proceduto alla identificazione dei codici di ogni profilo che è ormai nel mirino dell’indagine. Selezionati i profili per i quali si prefigura l’ipotesi di reato, si procede ora all’affidamento del primo quadro investigativo all’autorità giudiziaria. Sono una novantina coloro che hanno aderito a questa pagina Facebook, molti tra questi sono però persone indignate delle «frasi vergogna» pertanto esclusi dagli operatori della postale dal fascicolo di indagine.

Gravi responsabilità penali «Registrati tutti i profili internet dei vari autori dei post – spiegano gli operatori della postale a Umbria24.it -, con decreto dell’autorità giudiziaria, viene avanzata a Facebook (già contattata), l’accesso ai dati relativi ai profili internet già identificati. Attraverso questa articolazione delle indagini si risale agli autori delle frasi». Da quanto è stato fin qui ricostruito dagli inquirenti gli autori dei post «vergogna» dovranno rispondere di reati gravi. «E’ difficile – concludono gli agenti –  definire in questa fase le diverse fattispecie di reato che interessano i vari commentatori della pagina Facebook. Occorre vagliare ed approfondire le diverse caratteristiche dei comportamenti ormai certificati. E’ certo però che si profilano gravi responsabilità penali».

7 replies on “Jacopo Riganelli, frasi vergogna su Facebook: decine di utenti nel mirino della polizia postale”

  1. “Da quanto è stato fin qui ricostruito dagli inquirenti gli autori dei post «vergogna» dovranno rispondere di reati gravi”, leggo nella vostra cronaca. E mi chiedo in che modo si possa ravvisare un reato grave, anzi solo un reato, nel post seguente: “Raga, ho lasciato un momento mio figlio nel cestino della bici. Me l’hanno scambiato con un cane, ma me ne sono accorta solo a casa!!!!!!!!!”.

  2. Attenzione! Ora hanno anche creato un account, purtroppo ovviamente fasullo, di Jacopo…tutto ciò fa paura, non c’è più un limite a nulla, a nulla.
    Ciao piccino, noi “normali” ( e siamo tanti, tantissimi) non ti dimenticheremo mai. Un grande, infinito abbraccio, a te che stai Lassù e te ne freghi di questi poveretti…

  3. Ma per favore.
    Ironia, si chiama black humor.

    E i poliziotti non hanno di meglio da fare?!?!

    1. libertà di parola! loro non hanno ucciso nessuno e in italia dato che non è uno stato integralista islamico o mussulmano (almeno in teoria) si deve poter dire quello che si vuole senza venir indagati.
      dire cose intelligenti o cazzate è a nostra scelta. di cazzate e bugie se ne sentono tante anche da chi comanda, e loro non vengono mai indagati.

  4. Ah, ecco…ironia. Giustamente, immagino che con i film di boldi and c. Ci andrai a nozze, a questo punto. Come siamo ridotti.

  5. Alessandra mi auguro con tutto il cuore che i poliziotti si occuperanno anchè di te che giustifichi questi atteggiamenti

Comments are closed.