La Bmw che ha investito le due donne (foto Fabrizi)

di Ivano Porfiri

Era positivo alla cocaina il 28enne macedone che ha investito e ucciso la 60enne Anna Rita Guerrini e ferito l’amica che era con lei, sabato sera in via Santocchia a Foligno. Anche se saranno effettuati successivi esami, l’elemento peserà non poco durante l’udienza di convalida dell’arresto fissata per mercoledì. Fra l’altro il giovane straniero avrebbe precedenti per guida senza patente. Intanto gli uomini agli ordini del vice questore aggiunto, Bruno Antonini, lavorano per ricostruire con esattezza la dinamica.

La ricostruzione Secondo quanto accertato finora, al momento dell’impatto sulla Bmw insieme al 28enne c’era il fratello con la compagna e il figlio di pochi mesi. Proprio il fratello avrebbe esortato il 28enne a fermarsi, ma questi avrebbe proseguito perché «molto spaventato» fino alla loro abitazione, che si trova a poche centinaia di metri. Quando si sono fermati, la donna col bambino sono andati via, mentre i due fratelli si sono accorti che il corpo della donna era stato trascinato e si trovava ancora sotto l’auto. A quel punto i due avrebbero tentato di rianimarla e il fratello ha chiamato il 118 una prima volta. Poi, visto che la donna non dava segni di vita, la hanno caricata in macchina per portarla in ospedale. Solo che il 28enne non ha imboccato la direzione del nosocomio, bensì quella opposta. Al fratello, che lo esortava a cambiare direzione, avrebbe detto di avere paura. I due si sono fermati e qui è partita una seconda chiamata al 118 indicando il luogo dove si trovavano. Lì si sono portate l’ambulanza e le Volanti della polizia. Ai polsi del 28enne sono scattate le manette per omissione di soccorso e omicidio colposo.

Autopsia Oltre all’udienza di convalida, gli inquirenti attendono anche gli esiti dell’autopsia sul corpo di Anna Rita Guerrini. L’esame autoptico chiarirà al magistrato se effettivamente la donna sia morta per l’impatto o per il trascinamento. Se, cioè, fosse possibile salvarla e ad ucciderla sia stato proprio quel tragitto effettuato senza prestare soccorso dopo l’incidente.