Incendio alla Gesenu

di Iv. Por.

Idrocarburi e diossine sotto i limiti, ma superamenti nella concentrazione di alcuni metalli pesanti. E’ l’esito delle prime analisi dell’Arpa Umbria in seguito all’incendio che lo scorso 2 giugno ha interessato lo stabilimento Gesenu di Ponte Rio a Perugia. In particolare, l’Arpa ha effettuato una serie di campionamenti dei rifiuti prodotti dall’evento, cioè del materiale bruciato, volti a verificare i parametri: Diossine (Sommatoria PCDD, PCDF) IPA e Metalli.

Risultati I dati delle analisi non hanno evidenziato superamenti per quanto riguarda i composti policiclici aromatici (IPA). La presenza delle Diossine è al di sotto del Limite di Quantificazione (LQ). Sono stati registrati invece solo 3 valori di superamento di contrazione di metalli (alluminio, rame, zinco). Tale superamento è da attribuire alla tipologia del materiale bruciato.

Analisi sui residui della nube di fumo Non ci sono ancora, invece, i risultati relativi ai campioni di vegetazione per la valutazione della deposizione. L’Arpa informa che appena disponibili saranno resi noti anche quelli, prelevati nell’area in cui il Comune, a scopo cautelativo, ha vietato la raccolta per il consumo dei vegetali, oltre ad altri divieti.

Parla Gesenu Intanto la Gesenu precisa alcuni particolari sull’incendio avvenuto nell’area di triturazione del legno di potatura interna agli impianti di trattamento rifiuti a Ponte Rio. «Tale evento – afferma l’azienda – non presenta alcuna analogia con altri incendi dei quali alcuni organi di informazione hanno recentemente dato notizia evidenziando una particolare coincidenza di periodo e di danno subito da parte di aziende operanti sul territorio nazionale nel settore rifiuti. Mentre questi incendi segnalati sono avvenuti in stabilimenti TMB (trattamento meccanico biologico), nello specifico caso di Ponte Rio il fuoco non ha interessato affatto questa tecnologia di trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati e/o residuali dopo la raccolta differenziata che sfrutta l’abbinamento di processi meccanici a processi biologici quali la digestione anaerobica e il compostaggio».

«Fumo non tossico» Per ciò che riguarda eventuali fumi tossici, l’azienda ribadisce quanto affermato dal direttore operativo Giuseppe Sassaroli la sera dell’incendio all’Ansa, ovvero che si trattava di «materiale proveniente dalla raccolta delle potature» accumulato nello spazio all’aperto destinato a tale tipologia di materiali da triturare in loco per poi essere trasferiti alla fase successiva di trattamento presso altra sede logistica preposta. «Si è sviluppato molto fumo – diceva Sassaroli – che comunque non è assolutamente di natura tossica. Si tratta infatti di normale legno triturato». Il fuoco ha interessato, come inoltre dichiarato, anche parte di un macchinario trituratore.

Normale il divieto Per ciò che riguarda il divieto di consumare ortaggi, per Gesenu «è ordinaria amministrazione provvedere in via cautelativa, come ha fatto il Comune di Perugia, ad emanare un’ordinanza con la quale, in attesa dei risultati delle analisi, si invita la cittadinanza della zona interessata ad adottare misure di prevenzione per evitare potenziali fattori inquinanti. Gesenu – conclude l’azienda – ritiene che solo ad istruttoria conclusa sulla matrice dell’evento ed a seguito delle ricerche sugli eventuali effetti prodotti, si potrà completare un quadro privo di ipotesi e centrato esclusivamente sui risultati certificati che non mancherà di comunicare».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.