di Ivano Porfiri
Ancora incendi. Stavolta il fronte più esposto è quello tra Piegaro e Monteleone d’Orvieto, dove brucia da molte ore un’area consistente. Ad aggravare la situazione la presenza di residui bellici che rendono difficile intervenire.
La colonna di fumo I vigili del fuoco stanno cercando di arginare le fiamme in una vasta area compresa tra Piegaro, Montegabbione e Monteleone d’Orvieto. Un fronte che si è andato allargando per il vento e che ha creato una colonna di fumo visibile fino a Perugia. I vigili perugini, presenti con tre squadre e sei automezzi, hanno chiesto l’ausilio dei colleghi di Terni presenti con due squadre. Sul posto sono intervenute anche 2 minisquadre della comunità montana, Corpo forestale dello Stato e carabinieri.
Residui bellici I vigili del fuoco hanno chiesto e ottenuto l’impiego di alicotteri e Canadair, anche perché a rendere difficile l’intervento, oltre al vento, ci sono l’impervietà della zona e soprattutto l’accertata presenza di residui bellici inesplosi alcuni dei quali sono stati attivati dall’incendio. Solo per via aerea quindi si può agire senza mettere in pericolo gli operatori, che si sono schierati in modo da difendere alcune abitazioni dal possibile arrivo del fuoco.
Altri incendi Quello di Piegaro, però, non è l’unico incendio in atto. I vigili del fuoco di Gubbio, ancora impegnati nella bonifica della zona di Camporeggiano, sono impegnati anche da un nuovo vasto incendio in località Montanaldo, mentre un nuovo rogo si è innescato a Pomario, nella zona di Gualdo Cattaneo.

